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Cronaca Castel Volturno

Spaccio di droga ai ragazzini: due condanne

Uno dei minori accusa il pusher ma la sua testimonianza non è valida. Pene soft per la coppia di spacciatori

Tre anni e due mesi di reclusione per Vitantonio Palomba e Carmine Canneva rispettivamente di 25 e 33 anni entrambi di Castel Volturno, finiti sotto processo per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. E’ quanto disposto dal Gup Emilio Minio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere all’esito del processo celebrato con il rito abbreviato.

Il sostituto procuratore Iolanda Gaudino nella sua requisitoria ha richiesto 10 anni di reclusione per Palomba ed 8 anni di reclusione per Canneva. I due imputati vennero tratti in arresto nel maggio scorso dai carabinieri della Sezione Operativa del Reparto Territoriale di Mondragone all’esito di una articolata attività di indagine partita da una denuncia di un minore acquirente di Palomba che lo indicava come suo pusher d’elezione. Il minorenne si recò infatti in caserma dai carabinieri e raccontò dei plurimi rapporti col pusher Palomba tanto da essere utilizzato dal 25enne nello spaccio. La piazza di spaccio era poi gestita con l’ausilio di Canneva, assistito dall’avvocato Antonio Daniele.

Le dichiarazioni del minorenne sono però state rese senza la presenza di un legale e perciò eccepite nel corso del dibattimento dal difensore di Palomba, l’avvocato Mario Angelino, che ne ha chiesto ed ottenuto l’inutilizzabilità. Il gup sammaritano ha infatti assolto il 25enne castellano dal capo di imputazione di detenzione di sostanze stupefacenti aggravato dall’utilizzo di un minore.

Le attività investigative dei carabinieri, iniziate nel marzo del 2020 e terminate nel mese di dicembre dello stesso anno, hanno però consentito di accertare un'intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, marijuana e cocaina in cui erano coinvolti, a vario titolo, soggetti residenti in località Pinetamare a Castel Volturno.

Le attività d'intercettazione delle conversazioni tra i vari indagati associate ad una mirata attività di osservazione, pedinamento e controllo, condotte dagli uomini dell’Arma, hanno fornito un quadro dinamico delle condotte delittuose che si verificavano in modo sistematico e continuato facendo emergere una notevole quantità di sostanza stupefacente venduta e le relazioni tra i principali responsabili dell'attività illecita. Il modus operandi consisteva nel fissare degli appuntamenti tramite brevi comunicazioni telefoniche con l'uso di un linguaggio codificato dal quale era deducibile l'imminente cessione. I numerosi riscontri sugli acquirenti ai quali veniva sequestrato lo stupefacente acquistato, hanno consentito di accertare che la sostanza, per quantità, modalità di presentazione ed altre circostanze dell'azione, era destinata ad un uso non personale. Nel corso delle perquisizioni sono stati recuperati circa 108 grammi di marijuana, 281 grammi di hashish e 422 euro.

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