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Sabato, 18 Maggio 2024
Cronaca Aversa

Mazzette per i permessi, due esposti anonimi fanno scattare l'inchiesta: "Gestione clientelare"

La richiesta di accesso agli atti dell'imprenditore Cecere e la sua denuncia ai carabinieri ma dalle verifiche emerge

Un vero e proprio sistema clientelare all'ufficio tecnico del Comune di Aversa ma anche la difficoltà ad aggiudicarsi gare d'appalto indette dall'Ente. Un sistema in cui gli interessi dei privati sarebbero stati garantiti dalla macchina comunale che avrebbe consentito la realizzazione di "scellerati progetti" orientati solo ed esclusivamente al massimo profitto.

Sono queste alcune delle rivelazioni fatte da alcuni imprenditori ai carabinieri del nucleo investigativo del gruppo di Aversa all'alba dell'inchiesta sulle mazzette per i permessi a costruire che ha portato all'arresto di 8 persone, tra cui il dirigente comunale Raffaele Serpico, il geometra Geppino Minale e gli imprenditori Alfonso e Yari Cecere, padre e figlio.

L'inchiesta prende il via nel mese di giugno del 2021 da un esposto dell'ex sindaco Alfonso Golia che ha trasmesso in Procura un'istanza di accesso agli atti avanzata da Yari Cecere, titolare della società Atena, nella quale l'imprenditore avrebbe lamentato l'attività di controllo, relativa il permesso a costruire dello stabile di via Linguiti, effettuata dagli uffici del Comune, ritenendola ingiusta e vessatoria. Un'attività di controllo che sarebbe stata compulsata da due esposti anonimi, su cui Cecere presentò una denuncia. 

I carabinieri, così, si recano in Municipio e acquisiscono la documentazione relativa il cantiere di via Linguiti. Dagli accertamenti emerge come gli esposti 'anonimi' fossero, in realtà, pienamente fondati. Emergono sin da subito anomalie come il fatto che il dirigente Serpico e il rup Minale avessero concluso il procedimento per l'annullamento del permesso a costruire con la presa d'atto che la società avesse "ridotto" le volumetrie eliminando 4 uffici e 2 appartamenti al piano terra (le abitazioni furono spostate ai pieni superiori). Insomma, il permesso non fu annullato nonostante dal sopralluogo fosse emerso che il permesso fosse stato rilasciato sulla scorta di una falsa rappresentazione dei luoghi prima dell'intervento. 

A quel punto i carabinieri vanno a fondo sia con attività di intercettazioni telefoniche ma anche installando telecamere in Comune, negli uffici del dirigente Serpico e del geometra Minale e nel corridoio. 

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