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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca Casal di Principe

False fatture e riciclaggio, il 'mea culpa' di Caliendo davanti al giudice

Le tre donne ai domiciliari respingono le accuse. Iorio e Marrapese optano per non rispondere alle domande

Gli indagati colpiti da misura cautelare nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio di denaro, che avrebbe favorito il clan dei Casalesi, sfilano davanti al gip per gli interrogatori di garanzia. 

L'imprenditore Antonio Luca Iorio, 49enne di Calvi Risorta, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del magistrato Federica Colucci del tribunale di Napoli. Scelta diversa per l'altro indagato colpito dalla misura in carcere, Antonio Caliendo, che ha ammesso parte degli addebiti contestati dalla Dda, con particolare riferimento alle false fatture che da società a lui riconducibili sono state emesse in favore dell'Ambienta di Iorio. 

Si sono difese dalle accuse, invece, Alfonsina Russo, 34enne di Casal di Principe, Ersilia Carano, 59enne di Casal di Principe, e Silvana Delia Corvino, 68enne di Casal di Principe madre di Caliendo. Tutte hanno chiarito di non essere a conoscenza delle operazioni che sarebbero state effettuate tutte da Caliendo. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, infine, Gaetano Marrapese e Nicola Ferri, pure finiti ai domiciliari.

Nelle prossime ore i difensori degli indagati - gli avvocati Pasquale Diana, Carlo De Stavola, Mirella Baldascino, Gennaro Iannotti, Renato Jappelli, Claudio Botti e Giuseppe Stallato - depositeranno istanza al Riesame per una rivalutazione dell'ordinanza emessa su richiesa del pm Fabrizio Vanorio della Dda. 

L'indagine, condotta dal nucleo di polizia valutaria della guardia di finanza, hanno fatto emergere un collaudato meccanismo per il riciclaggio di denaro che attraverso fatture per operazioni inesistenti avrebbe consentito all'Ambienta di far uscire utili aziendali verso società riconducibili a Caliendo con i soldi che poi sarebbero stati prelevati in contanti per tornare nella disponibilità degli Iorio. Complessivamente sono state tracciate operazioni per circa 11 milioni di euro. 

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