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Cronaca Vairano Patenora

Piazze di spaccio, i clienti svelano tariffario e ordini al telefono

L'inchiesta sul business della droga nell'alto casertano

La droga  veniva prevalentemente spacciata da Salvatore Bianco e perlopiú si trattava di cocaina con dosi da 0,5 grammi venduta a 50 euro. L'hashish invece veniva venduto da Giovangiuseppe De Rosa e da Mario Del Vecchio. Gli accordi avvenivano per telefono dove nel corso della conversazione si faceva riferimento al "prendere un caffè". Di lì a poco l'incontro tra pusher ed cquorente avveniva in stradine isolate o di campagna oppure a casa di Salvatore Bianco o nel bar dove lavorava Mario Del Vecchio. È quanto emerso dalle dichiarazioni di quattro acquirenti di sostanze stupefacenti rese nel processo a carico di Salvatore Improda, Mario Del Vecchio, Giovangiuseppe De Rosa ed Aldo Bianco, accusati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere di spaccio di droga. 

Dinanzi al giudice monocratico Giuseppe Meccariello gli acquirenti hanno spiegato come avvenivano i contatti con Salvatore Bianco che per tali vicende ha proceduto con rito abbreviato oppure con Del Vecchio o il suo datore di lavoro De Rosa. Le cessioni di stupefacente avvenivano previo accordo telefonico. Il pagamento avveniva sempre in contanti. Il pusher si presentava all'incontro già con le dosi di cocaina confezionate o con il 'fumo' già 'impacchettato'. Si torna in aula nel mese di marzo per l'escussione di altri acquirenti.

Gli imputati sono stati coinvolti nell'inchiesta sulle piazze di spaccio (cocaina, hashish e marijuana) a Vairano Patenora, Pietravairano, Caianiello, Teano, Marzano Appio, Roccamonfina e Pozzilli (Isernia). L'attività investigativa svolta dai carabinieri di Vairano Scalo supportata da riscontri tecnici, intercettazioni, pedinamenti e testimonianze degli acquirenti permise di accertare l'esistenza delle piazze di spaccio gestite in primis da Salvatore Bianco e da Giovangiuseppe De Rosa considerati dalla pubblica accusa i pusher di primo ordine dal mese di maggio 2018 al mese di luglio 2020. La compravendita delle sostanze stupefacenti avveniva o in maniera itinerante con punti di incontro concordati di volta in volta al fine di eludere i controlli delle forze dell'ordine o a domicilio o si concentrava in due bar ubicati a Vairano Scalo e Pietravairano gestiti da Giovangiuseppe De Rosa, resi punti di spaccio indoor nei quali lavorava Mario Del Vecchio.

Sono stati registrati nel corso dell'indagine oltre 100 episodi di cessione con tanto di prezzario e calendarizzazione. La cessione di cocaina avveniva 3 volte alla settimana con un prezzo che andava dai 40 agli 80 euro quando il quantitativo di stupefacente era pari o superiore al grammo. Hashish e marijuana venivano ceduti ogni 2 giorni con un prezzo che partiva dai 5 euro a dose. La droga veniva immessa nelle piazze di spaccio locali o extra regionali grazie al trasporto in vetture di proprietà degli imputati o ad essi riconducibili opportunamente modificate allo scopo.

Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Michele Di Fraia, Giuseppe Scala, Ernesto De Angelis, Ciro Balbo, Pietro Cerro, Maria Rosaria Di Dona.

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