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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Grazzanise

Pentito accusa il re del pane: "Ha portato la vittima dell'estorsione al cospetto del boss"

Benito Natale punta il dito contro Morico ma l'imprenditore nega: "Ero solo suo cliente"

“Ero in una casa a Grazzanise con Cacciapuoti quando vidi arrivare Gianni Morico con quello della sala scommesse. Cacciapuoti si allontanò con quello di Capua e lì ci fu la richiesta di denaro”. Sono le dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia Benito Natale nel processo che lo vede imputato insieme al 're del pane' Gianni Morico, al fratello di quest'ultimo Vincenzo, a Vincenzo Conte alias “Nas e’can” e a Alfonso Cacciapuoti, accusati a vario titolo di illecita concorrenza con violenza e minaccia, tentata estorsione ed estorsione con l'aggravante della metodologia mafiosa.

È quanto accaduto nel corso dell'udienza celebrata dinanzi alla prima sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal giudice Sergio Enea. Il collaboratore di giustizia ha ricostruito dinanzi al collegio ed al sostituto procuratore Giorgia Da Ponte della Dda di Napoli la tentata estorsione che si sarebbe compiuta ai danni del titolare di una sala scommesse di Capua ed il coinvolgimento nella vicenda di Gianni Morico che avrebbe accompagnato la vittima dal suo aguzzino, Cacciapuoti.

Una ricostruzione dei fatti che è stata eccepita dai legali degli imputati perchè la stessa vittima negò un coinvolgimento del re del pane nella vicenda. Il titolare del centro scommesse capuano in merito alla sua tentata estorsione ad opera di Alfonso Cacciapuoti, referente del clan dei Casalesi su Grazzanise, affermò nella precedente udienza, che il "re del pane" si sarebbe limitato a fornire indicazioni sull'abitazione non partecipando all'incontro. Sostenendo poi di conoscere Morico poiché suo cliente. Nel corso dell’udienza è stato sentito anche il collaboratore di giustizia Roberto Vargas che ha affermato di non conoscere Benito Natale come affiliato del clan dei Casalesi né di aver sentito mai parlare di Gianni Morico nei loro ambienti.

Secondo la ricostruzione della Dda partenopea Vincenzo Morico nel giugno 2016, in qualità di produttore e fornitore di pane, avrebbe compiuto atti di illecita concorrenza mediante minaccia nei confronti di un rivenditore di Grazzanise costringendo quest'ultimo a fissare il prezzo di rivendita del pane acquistato da diverso fornitore, cioè suo fratello Gianni Morico, ad un prezzo superiore ad un euro e quindi superiore al prezzo praticato dall'imputato. Per rendere più convincente la minaccia avrebbe strappato via il cartellone pubblicitario delle offerte del pane a bordo di una Mercedes Classe A. Accuse con l'aggravante di aver agito con metodo mafioso consistito nel prospettare alla vittima in caso di rifiuto conseguenze violente grazie alla vicinanza col clan dei Casalesi. In merito a Gianni Morico i magistrati antimafia gli contestano di aver accompagnato il titolare di un centro scommesse a Capua vittima di una tentata estorsione ad opera di Alfonso Cacciapuoti capozona di Grazzanise per conto del clan dei Casalesi. Per gli inquirenti Gianni Morico avrebbe accompagnato la vittima a casa dell'affiliato al clan per agevolare la riscossione. Per gli inquirenti sarebbe accaduto nel 2007.

Si torna in aula a maggio per la ricognizione di atti e memorie nel mese di maggio. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Paolo Raimondo, Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Angelo Raucci, Alfonso Quarto, Laura Lombardi.

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