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Cronaca Casal di Principe

Fatture false per truffare l'Inps, 3 condanne e 2 assoluzioni

Assoluzione per i 5 imputati dal reato di associazione a delinquere

Tre condanne e due assoluzione. È stata questa la pronuncia della prima sezione del tribunale di Napoli Nord presieduta dal giudice Agostino Nigro nei confronti di soggetti accusati di associazione a delinquere finalizzata all'emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e truffa ai danni dello Stato. 

Sono stati inflitti per i reati concernenti gli illeciti tributari 5 anni di reclusione per Salvatore Massaro alias pissichino, 72enne di Casal di Principe; 4anni ed 1 mese di reclusione per Angelo Caterino, 69enne di San Cipriano d'Aversa; 2 anni e 5 mesi di reclusione per Paolo Piccirillo; assolti Emilio Caterino, 40enne di San Cipriano d'Aversa e Vincenzo Massaro, 35enne di Casal di Principe. Assoluzione per i 5 imputati dal reato di associazione a delinquere. Disposta la confisca per 57.042.52 euro per Angelo Caterino. Salvatore Massaro, Angelo Caterino, Paolo Piccirillo sono stati condannati altresì all'interdizione dai pubblici uffici e al divieto a contrarre con la pubblica amministrazione per 2 anni.

I 5 vennero coinvolti in una operazione della guardia di finanza di Aversa che esitò in altrettante misure cautelari poiché venne loro contestata la creazione di una associazione che attraverso la fittizia assunzione di centinaia di lavoratori percepiva illecitamente indennità statali. Le indagini delle fiamme gialle misero in luce le fittizie instaurazioni di rapporti di lavoro ad opera di tre società: la Eden Edil soc.cop.; la Sama Edil e la Icor che facevano capo a Salvatore Massaro (le prime due) e Paolo Piccirillo (la Icor) grazie alle quali veniva conseguito il fine fraudolento di ottenere le indennità di disoccupazione, maternità, cassa integrazione e assegni familiari.

La contabilità delle tre società era tenuta dai consulenti del lavoro Angelo ed il figlio Emilio Caterino ed il loro studio era una vera e propria cabina di regia per consulenze e assunzioni. Secondo quanto accertato dai finanzieri le società pur carenti di ogni struttura aziendale ed in assenza di requisiti che potessero giustificare le prestazioni rese emettevano fatture nei confronti di altre società ottenendo il duplice fine di favorire in capo agli utilizzatori un indebito risparmio di imposta attraverso la contabilizzazione di costi mai sostenuti e quindi di un volume di affari che potesse consentire la fittizia instaurazione dei rapporti di lavoro. In seguito alle false assunzioni dal 2011 al 2014 vennero richieste prestazioni previdenziali per 4 milioni e 200mila euro in relazione a 600 assunzioni fasulle i cui compensi venivano poi trattenuti in mano ai consulenti.

Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Goffredo Grasso, Alessandro Diana, Raffaele Mascia, Ferdinando Trasacco.

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