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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Aversa

Complesso del Carmine, il vescovo trascina il Comune in tribunale

La procura della Repubblica di Napoli Nord dispone il dissequestro temporaneo e nomina custode giudiziario il comandante della municipale Guarino

Saranno i giudici del Tribunale Amministrativo regionale a definire chi deve effettuare i lavori di messa in sicurezza nel plesso dell’ex complesso del Carmine di Aversa e, quindi, chi è il proprietario del complesso messo sotto sequestro due mesi fa in seguito alla constatazione del pericolo di crollo.

Il vescovo porta in tribunale il commissario

È il legale rappresentate della Diocesi di Aversa, il vescovo Angelo Spinillo, che si è rivolto ai giudici amministrativi chiedendo l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza a firma del sub commissario Eugenio Riccardelli dello scorso 8 febbraio ad oggetto: “Provvedimenti necessari all’eliminazione di ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità presso l’edificio in Aversa alla via Abenavolo 43”, con la quale il sub commissario prefettizio del Comune di Aversa “Ordina al Legale rappresentante della Diocesi di Aversa (ovvero al Vescovo), di seguire ad horas e comunque non oltre 15 giorni dalla notifica i lavori necessari all’eliminazione di ogni pericolo per la pubblica e privata incolumità presso l’edificio in Aversa alla via Abenavolo 43”, disponendo altresì, tra le altre cose, che “in caso di inadempienza a quanto prescritto dal presente atto di procederà alla denuncia all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 650 del Codice Penale”. In attesa del 23 aprile, quando ci sarà la decisione della sospensione dell’ordinanza del Comune di Aversa la Diocesi ha ribadito come “all’attualità la Chiesa di S. Maria del Carmine e l’area attigua sono in proprietà Demanio dello Stato (ramo Finanze).

La Diocesi di Aversa ha avuto in uso tali immobili sino a circa l’anno 2013, quando essi vennero consegnati al Provveditorato alle Opere Pubbliche per l’effettuazione di lavori di restauro (G.U. 2/7/2012 n. 152), ad oggi incompleti e sospesi. Il comprensorio monumentale non è mai stato più restituito in uso a questa Diocesi da quel momento”. Già all’indomani dell’ordinanza, il direttore dell’ufficio beni ecclesiastici chiarì come "nonostante la proprietà dell’edificio è del Demanio dello Stato (ramo Finanze) – a cui compete pertanto ogni opera di manutenzione, anche straordinaria come necessaria nel caso di specie – nonché nonostante lo stesso edificio è nella disponibilità del Provveditorato alle Opere Pubbliche, il Comune di Aversa ha inspiegabilmente notificato l’Ordinanza commissariale n. 10/2024 del 08/02/2024 a questa Diocesi, che si ribadisce non gode più dell’uso degli immobili in argomento sin da circa il 2013, né ne ha la proprietà, né su di essi vanta alcun altro diritto reale”.

La guerra tra Comune e diocesi: il primo round alla Curia

Come in un remake di Peppone e don Camillo, il primo punto lo ha conquistato don Camillo alias la Diocesi di Aversa. Sulla scorta dell’istanza presentata dai legali della Diocesi, la Procura di Napoli Nord ha tolto la custodia giudiziaria dell’ex complesso del Carmine al responsabile dell’ufficio beni ecclesiastici don Ernesto per affidarla al Comune di Aversa nella persona del comandante della Polizia municipale Stefano Guarino. Una scelta risultata quantomeno singolare considerato che Guarino, (fresco di revoca del comando dal ministero del Lavoro e con una permanenza breve in Città) non è dirigente al Patrimonio né il rappresentante Legale dell’Ente. In ogni caso il Tribunale di Napoli Nord non è entrato nel merito della diatriba relativa alla proprietà del bene ma ha, di fatto, estromesso la Diocesi confermando come la stessa non goda di diritti reali sul bene. 

Dissequestro temporaneo 

Non solo un nuovo custode giudiziario. Dalla Procura c’è stato anche l’ok alla richiesta di dissequestro per effettuare un sopralluogo. L’istanza è stata presentata lo scorso mese di marzo dalla Direzione Regionale della Campania dell’Agenzia del Demanio che, in accordo con il Comune di Aversa, ha scritto al Tribunale di Napoli Nord ed alla Procura Normanna chiedendo il dissequestro del complesso del Carmine. L’Agenzia del demanio ed il Comune, “si sono impegnati nel valutare, sotto il profilo tecnico-organizzativo, i lavori provvisionali finalizzati al conseguimento del certificato di eliminato pericolo una volta accertata l'inottemperanza della Diocesi di Aversa”. In realtà, poi, anche il Demanio è stato destinatario di una nuova ordinanza di messa in sicurezza del Complesso sito in via Abenavolo. Anche in questo caso l’ordinanza non è stata eseguita.  Insomma una vicenda nata da un “fraintendimento burocratico” tra Comune, Diocesi e Demanio che, dopo le carte bollate, presto potrebbe arrivare ad “pasticcio burocratico” che metterebbe a rischio rapporti istituzionali tra Diocesi, Comune, Demanio e Soprintendenza. 

Mentre Comune, Demanio, Diocesi e Soprintendenza litigano su chi (non) deve fare i lavori di messa in sicurezza c’è un allarme lanciato dal direttore dell’Ufficio beni ecclesiastici caduto nel vuoto e che ora colpisce in pieno il nuovo custode giudiziario, il comandante della municipale Stefano Guarino: “anche la cupola della chiesa potrebbe essere in pericolo di crollo, atteso il collassamento di uno dei pilastrini della lanterna che la sormonta”.

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