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Il lungomare Camillo Federico

Il lungomare Camillo Federico

Viottoli abusivi sul lungomare, il Comune costretto a rimuoverli

Erano stati realizzati nell'area sita tra il piazzale Conte e il lungomare Federico senza autorizzazione da parte della Soprintendenza

Il Comune di Mondragone svolge lavori non autorizzati in un'area soggetta a vincolo paesaggistico ed è costretto a correre ai ripari con interventi di rimozione. Dopo la vicenda di Palazzo Tarcagnota, l'Ente guidato dal sindaco Virgilio Pacifico finisce ancora una volta con le 'spalle al muro' per una serie di opere pubbliche in contrasto con la normativa vigente, questa volta però realizzate nell'area sita tra il piazzale Conte e il lungomare Federico. E' quanto conferma la determina (numero 1928 del 9 novembre 2020) firmata dal dirigente comunale Salvatore Catanzano, che ha liquidato circa 2700 euro alla ditta Schiavo Costruzioni per i lavori di rimozione dei viottoli (delle piccole passerelle rialzate rispetto agli spazi circostanti) nell'area mercatini adiacente a piazza Conte.

La vicenda relativa ai lavori non autorizzati trae origine nel 2019 quando - su segnalazione dei consiglieri comunali Giovanni Schiappa, Valerio Bertolino, Pasquale Marquez, Antonio Pagliaro, Achille Cennami e Alessandro Pagliaro - la Soprintendenza per l’archeologia, le belle arti e il paesaggio delle province di Caserta e Benevento chiese al Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale di Napoli e all’ufficio archeologico di Mondragone di verificare quanto e come realizzato nell’area sita all'angolo fra piazzale Conte ed il lungomare Federico. In particolare, la nota a firma del soprintendente Salvatore Buonomo e del responsabile del procedimento Rossano Vetrano, indirizzata al Comune di Mondragone, era relativa ai fatti riguardanti la realizzazione di opere in contrasto con la normativa vigente, ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Dunque con gli interventi oggetto della determina di liquidazione firmata dal dirigente Catanzano si comprende che la segnalazione dei sei consiglieri comunali era fondata e che il Comune è stato dunque costretto a ripristinare il tutto.

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