Tutti i consiglieri contro Felicori per il progetto dei privati nella Reggia

Approvata la mozione: “Deve essere ritirato”. Il sindaco Carlo Marino lancia stoccate anche alla Soprintendenza: “Sudditanza psicologica nei confronti del direttore”

Un’unione così non si è mai vista. Con alcuni distinguo 'naturali', ma lungo la stessa strada da percorrere. Il consiglio comunale di Caserta si è schierato all’unanimità contro il progetto proposto dal direttore della Reggia di Caserta Mauro Felicori per affidare la peschiera grande ai privati con un bando ventennale per un costo totale di 500mila euro.

“Noi siamo contrari a qualsiasi forma di privatizzazione che riguarda la Reggia o parte di essa” ha tuonato il consigliere comunale Pd Gianni Comunale che ha presentato la mozione in aula, aggiungendo una richiesta chiara: “Quel progetto deve essere ritirato”. Il gruppo di Speranza per Caserta ha sostenuto apertamente la proposta con la consigliera Norma Naim, mentre l’ex europarlamentare e presidente della Provincia Riccardo Ventre non ha mancato di lanciare una stoccata a Felicori: “ Ormai è come un viceré. Tutto quello che dice viene preso per oro colato da una parte della città” chiedendo una “forte azione politica per rimarcare il ruolo del consiglio comunale su quelle che sono le iniziative per la città”, aggiungendo la necessità di valutare anche “azioni legali contro questo bando”.

Antonello Fabrocile e Filippo Mazzarella hanno chiesto di invitare Felicori in consiglio comunale prima di adottare provvedimenti, mentre Antonio Ciontoli ha sottolineato come “il dibattito sia diventato un processo a Felicori, persona che il sindaco appena una settimana fa voleva proporre per la cittadinanza onoraria”.

La chiusura della discussione è stata affidata al sindaco Carlo Marino: “Con Felicori ho avuto sempre un dialogo competitivo, forte, ed è chiaro che anche questa iniziativa della peschiera si inserisce nella strategia per la Reggia che ha messo il campo il direttore. Sull’aspetto giuridico anche io ho tanti dubbi: mi chiedo se abbia senso un project financing per un patrimonio dell’umanità, considerando che ci sarebbero state altre opzioni. Seppur rispettosi dei ruoli - ha chiosato Marino - noi dobbiamo mandare oggi un segnale politico”.

Il sindaco non ha mancato di lanciare anche una stoccata nei confronti della Soprintendenza: “La vera discussione deve riguardare anche il ruolo istituzionale che ha la Soprintendenza. Ho visto una grande capacità di darci una mano sulla città, ma ho visto un lavoro meno efficiente ed efficace sulla Reggia. Sembra quasi una sudditanza psicologica nei confronti della gestione del palazzo vanvitelliano”. E spiega con un esempio: “Perché le Ferrari non possono state in piazza Gramsci ma possono stare dentro la Reggia di Caserta? Ecco, io non saprei qual è la scelta giusta, ma almeno sia la stessa per entrambe le istituzioni”.

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