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Polizze false, i truffatori minacciati deridono le vittime: "Ti ho truffato, ora che vuoi?"

 

“Ti ho truffato, cosa vuoi? Non chiamare più”. E’ praticamente una confessione al telefono quella che viene intercettata dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta sulle false polizze assicurative vendute tramite siti on line ma che in realtà si trasformavano in carta straccia. Un business, quello ideato da due fratelli di Villa Literno, che gli permetteva di guadagnare fino a 10mila euro al giorno. E non temevano di essere denunciati né subire ritorsioni tant’è che quando qualcuno li minaccia dopo aver scoperto la truffa, la risposta è glaciale: “Sono cinque anni che mi dovete trovare non mi ha trovato ancora nessuno”.

Le vittime della truffa sulle false polizze Rca sono i privati cittadini (talvolta anche broker assicurativi con sede in tutta Italia) che quotidianamente, a decine, cadevano nella trappola ben congegnata: gli stessi realizzavano di essere stati vittime della truffa quasi esclusivamente in caso di sinistro stradale o controllo di polizia (in un caso uno dei tanti gruppi assicurativi contraffatti segnalava che in un solo anno avevano censito mille polizze recanti il proprio marchio denunciate come false). Ulteriori parti offese sono le compagnie assicurative, del cui marchio l'organizzazione si appropriava, ingenerando negli stipulanti la convinzione di aver contratto con importanti gruppi assicurativi, con conseguente danno economico e di immagine. I carabinieri hanno posto sotto sequestro beni per 30 milioni di euro.

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