Lunedì, 17 Maggio 2021
Politica

Crisi di maggioranza, si dimette l'assessore Palmiero

Lascia la giunta sidicina ma resta consigliere comunale: "Non posso più soprassedere ai miei valori etici e morali"

L'ex assessore Nicola Palmiero e il sindaco Dino D'Andrea

Si allarga la crisi dell’amministrazione D’Andrea, nelle ultime ore arrivano le dimissioni dell’assessore Nicola Palmiero che era stato determinante per la vittoria dello stesso D’Andrea con ben 767 preferenze. “Ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Assessore - spiega Palmiero - preso atto che sono venuti meno i presupposti di natura politica che mi hanno indotto ad accettare tale incarico”.

Le motivazioni che hanno spinto uno dei più dinamici della giunta sidicina a rimettere la delega, pur rimanendo in carica come consigliere comunale, pare vadano ricercate nell’incapacità di programmare e pianificare l’attività amministrativa in un momento di forte crisi economico/finanziaria dell’Ente oltre che sanitaria, unitamente alla mancanza di collegialità nelle scelte strategiche. Nella nota di Palmiero si legge inoltre che “le ragioni che mi costringono a tal gesto purtroppo le sono ben note, credo che le occasioni, a che adottasse un comportamento responsabile nel rispetto degli obiettivi che ci siamo posti all'inizio di questa avventura amministrativa, sono state molteplici ed evidentemente del tutto vane”.

Tra le ragioni che hanno determinato le dimissioni, emerge la contestazione di un documento che lo stesso sottoscriveva congiuntamente ad altri assessori il quale viene menzionato a corredo dei due decreti di revoca da assessore emessi nei confronti di De Fusco e Natale. Proprio su questo punto, Palmiero ha precisato che “come emerge dal tenore dello scritto, quella nota aveva come unico obbiettivo quello di auspicare, ciò che in contesti di normale amministrazione politica dovrebbe essere la regola, ossia il rispetto del principio della collegialità e condivisione degli obbiettivi amministrativi, attraverso uno studio attento e profondo delle varie proposte di deliberato, prerogativa dei componenti di giunta oltre che imperativo di dovere in ogni contesto democratico, degno di essere definito tale. Pertanto, sono basito rispetto al clamore che la banale richiesta, che i lavori di giunta fossero programmati, ha generato. Posto quanto detto, gli atti testimoniano che salvo rare eccezioni mai è mancata la disponibilità a partecipare ai lavori di giunta oltre che di consiglio, in piena sintonia alla linea della maggioranza”.

Nel documento, inoltre, traspare quelli che sono i problemi dell’amministrazione rispetto ai quali lo stesso Palmiero in più occasioni con appelli alla responsabilità ha provato ad evidenziare: “Ho assecondato ogni sua decisione dal principio, in fede all’impegno da me assunto, tuttavia, non sono più disposto a soprassedere ai miei valori etici, morali e politici anche se, in molti, sempre più latenti di questi tempi. Lo devo alla mia dignità e ai tanti cittadini che hanno creduto nelle mie capacità e nel mio entusiasmo. Abbiamo individuato nella sua persona e non in altre, la figura ideale per provare a concepire un modello nuovo di intendere l’attività amministrativa. Restare inermi, dopo diversi eventi che hanno interessato la maggioranza, è da ignavi e provare a risolverli rinunciando al dialogo è follia. Proprio il dialogo è venuto a mancare poiché l’autoreferenzialismo in questa amministrazione ha preso il sopravvento, l’evidente smania di protagonismo ha offuscato la scia di un percorso amministrativo, che spero possa ancora dare frutti positivi alla città, seppure non le nascondo nutro dubbi e perplessità”

Palmiero, infine, conclude con un atto di responsabilità nei confronti della città: “Ho provato ad onorare tale ruolo con tutto me stesso, in una condizione per nulla semplice, tuttavia le ragioni che ho espresso in questo documento e nelle tante occasioni passate, rimaste inascoltate, mi pongono nella posizione di continuare il mio mandato, da consigliere comunale nella maggioranza in cui i cittadini mi hanno eletto, fino a quando non riterrò opportuno perseguire altre iniziative a tutela e a salvaguardia del bene comune, ribadendo, il mio totale ed incondizionato impegno al servizio delle istanze del territorio”

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