La Lega: "La maggioranza non c'è più". Cinque dissidenti: "Chiusura del sindaco su condizioni precostituite"

Si accende il dibattito sulla crisi in maggioranza. Parla anche Stabile: "Sono opposizione"

Il gruppo della Lega di Aversa

La crisi politica che è scoppiata ad Aversa durante l’emergenza coronavirus ha reso “elettrizzante” questo fine settimana. Dopo la ‘conta’ tra dissidenti ed opposizione, però, qualcosa è cambiato nel clima (forse anche perché le reazioni social non sono state delle migliori) ed ognuno si affretta ad assumere una propria posizione pubblica, cosa che è sempre positiva. Così registriamo le prime dichiarazioni in una nota ufficiale di Giuseppe Stabile, ex candidato sindaco di Forza Italia, che dall’inizio del mandato amministrativo (finita la campagna elettorale) non aveva mai sentito la necessità di intervenire pubblicamente su argomenti pubblici. L’ex candidato sindaco sottolinea che “durante i mandati delle mie consiliature, non ho mai disatteso il programma politico su cui avevo ricevuto il consenso. Infatti, se eletto all’apposizione, ho sempre svolto il mandato in modo chiaro, netto e trasparente, onorando il mio elettorato, il primo luogo, e dopo, il ruolo di opposizione affidatomi”.

La Lega torna all’attacco: “La maggioranza non esiste più”

“L’amministrazione guidata dal sindaco di Aversa è ormai letteralmente allo sbando e mentre i consiglieri un tempo fedelissimi del primo cittadino meditano la sfiducia, i rappresentanti aversani della ‘Lega Salvini Premier’ dimostrano grande senso di responsabilita’ sposando in pieno le parole del loro rappresentante in Consiglio comunale, Luigi Dello Vicario”. E’ quanto si legge in una nota della Lega firmata dalla responsabile cittadina Carmen D’Angelo unitamente ai componenti del direttivo locale. ”Siamo assolutamente d’accordo con le parole di Dello Vicario - ha affermato la D’Angelo a nome di tutti - che ha dimostrato ancora una volta il senso di responsabilità politica di una persona perbene. Noi dell’opposizione non ci faremo certo strumentalizzare dai componenti di una maggioranza sempre più rissosa ed inconcludente. Una maggioranza che già non esiste più, ma che nel contempo non vuole andare a casa e tenta di utilizzare ogni strumento, compresa la stessa opposizione, per andare poi a trattare nuovamente con il primo cittadino. Non dimentichiamoci che in questa terribile emergenza sanitaria la città di Aversa ha avuto numerosi contagiati e, purtroppo, anche delle persone decedute e pensare, in questo momento, di mandare a casa un sindaco sarebbe un vero e proprio atto di sciacallaggio politico. Noi rimaniamo convinti e fieri oppositori di quest’amministrazione che consideriamo assolutamente inadeguata e incapace per la nostra città ma, passata questa emergenza sanitaria, ci sarà tempo e modo per chiarire ulteriormente le posizioni in campo. Arriverà il giorno della verità e allora ne vedremo delle belle, cioè si farà chiarezza su chi è all’opposizione, chi è in maggioranza e chi, semmai, ha instaurato una sorta di trattativa perpetua col sindaco.  Questa amministrazione, ormai senza maggioranza e con numeri pregiudicati per andare avanti, è inutile che tenti di mettere in piedi operazioni di trasformismo politico nell’ambito del consiglio comunale. Se, dopo appena un anno dalle elezioni amministrative, non ci sono più le condizioni per poter continuare, il sindaco prenda atto della situazione e inizi a pensare seriamente alle dimissioni per il bene della città”.

Il documento dei 5 consiglieri dissidenti. Palmiero tace (per ora)

Cinque consiglieri comunali che hanno aperto la crisi nella maggioranza guidata da Alfonso Golia hanno deciso oggi di uscire allo scoperto con un nuovo documento firmato da Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo, Francesco Forleo, Imma Dello Iacono e Luisa Motti. Ha evitato di firmare Carmine Palmiero, attuale presidente del consiglio comunale, che finora ha parlato solo con un post su Facebook. Nel nuovo documento i firmatari parlando di dissenso nei confronti delle scelte del sindaco che, scrivono, evidenza “una sistematica chiusura su posizioni precostituite”. Ma per il resto affermano di non volersi recare dal notaio ma di voler arrivare in consiglio comunale (sul bilancio?) per manifestare le proprie opinioni. 

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Il documento integrale. ”Evidentemente si fa fatica a muoversi entro il quadro di una normale, trasparente dialettica politico-amministrativa, in cui il dissenso su questioni di grande rilevanza, a un certo punto, va reso manifesto ai cittadini. Soprattutto quando tali questioni pongono la città di fronte al bivio tra cambiamento e conservazione, soprattutto quando si tratta di mantenere fede agli impegni presi con gli elettori, soprattutto quando ci si deve rassegnare all’evidenza di una sistematica chiusura del sindaco su posizioni precostituite. Ma le questioni, su cui è venuta a realizzarsi la nostra convergenza e che abbiamo voluto rendere manifeste a tutti, reclamano un radicale cambiamento d’indirizzo, non perché lo vogliamo noi, ma perché, diversamente saranno guai grossi per la città. Crediamo che la vivacità dei toni da noi usati sia stata dai più correttamente interpretata solo come determinata dalla volontà di evitare compromessi al ribasso. Questo crediamo di averlo testimoniato anche con il netto rifiuto di indicare preferenze all’atto delle ultime nomine assessoriali. Mai più confusione e scambi tra questioni di merito e incarichi amministrativi! Noi abbiamo assunto con gli elettori l’impegno di provare a costruire, con tutte le nostre forze e capacità, una vera alternativa amministrativa, ma anche etica, per salvare la nostra città dal baratro su cui si ritrova, per avviare un percorso di risanamento e di sviluppo. Come e più di noi, questo impegno è stato assunto dal sindaco Golia. Nella coerenza con gli impegni assunti, la nostra presenza è di sostegno all’amministrazione votata dai cittadini. La nostra presenza e il nostro impegno sono e saranno tesi solo alla piena realizzazione nell’attuale maggioranza amministrativa, attraverso il voto in Consiglio comunale, del programma votato dai cittadini. Il dialogo con l’opposizione si svolge e si svolgerà unicamente nelle sedi istituzionali. Per la nostra collocazione, e anche per scelta di stile personale, gli studi notarili resteranno deputati a funzioni ben diverse dalla registrazione di posizioni che noi assumeremo sempre nella sala consiliare. Sul come e il perché di questi depistaggi orchestrati in modo così pedestre, i cittadini non faranno poi tanta fatica a trovare qualche spiegazione. Ma, per carità, che non debbano vergognarsi del modo in cui vengono rappresentati”.

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