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Il recalese Marcello nei campi minati del Libano, torner a fine mese

Recale - Il lavoro che i genieri del battaglione "Timavo" del 21° Reggimento, di stanza in via Ruggiero a Caserta, stanno svolgendo in Libano, nell'operazione "LEONTE 8", nell'ambito della missione internazionale UNIFIL è molto importante ed il...

Il lavoro che i genieri del battaglione "Timavo" del 21° Reggimento, di stanza in via Ruggiero a Caserta, stanno svolgendo in Libano, nell'operazione "LEONTE 8", nell'ambito della missione internazionale UNIFIL è molto importante ed il 1° Caporal Maggiore Francesco MARCELLO, ventisettenne di Recale, questo lo sa benissimo visto che da anni è in forza al reggimento genio. Infatti, al di là dei normali compiti attribuiti a questi soldati, nel Paese dei Cedri, effettuano anche opera di bonifica dei campi minati situati a ridosso della "Blue Line". È noto che fra Libano ed Israele non esiste un vero e proprio confine politico, ma solamente una linea di demarcazione, detta appunto "Blue Line", che indica sul terreno il limite del ritiro delle truppe israeliane dopo la guerra del 2000. È necessario però, come rimarcato anche nell'ultima risoluzione del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite, la 1793, dell'agosto scorso, che proroga di un altro anno la missione, che questa linea sia chiaramente demarcata sul terreno, anche al fine di evitare violazioni dovute al suo attraversamento anche involontario. Compito dei genieri è quello di aprire dei corridoi nei campi minati, per permettere al personale della Nazioni Unite di posizionare i blue pillars ( piloni blu), che indicano sul terreno l'andamento della Blue Line. Nella Compagnia del Battaglione "Timavo", attualmente sotto il comando del Tenente Colonnello Alberto GUACCIO, che si occupa di questo partolare compito ci sono anche dei casertani. Uno di questi è, appunto, il 1° cap. magg. Francesco MARCELLO, guastatore minex (specializzato, cioé, in attività di bonifica di campi minati), alla sua prima missione in ambito internazionale. In Libano dal 7 aprile, il giovane recalese tornerà in Patria entro la fine di ottobre. "Il mio lavoro" - ha affermato Marcello - "inizia alle 5.00 di mattina, quando lasciamo la base per raggiungere il sito che ci è stato assegnato per lo sminamento. Giunti in loco, dopo avere indossato la tuta "RAV 501", cioè la tuta che ci protegge da eventuali esplosioni improvvise, alle 6.00 iniziamo la specifica attività; facciamo turni da 40 minuti per ciascun operatore, si lavora in coppia, quindi restiamo nel campo minato per ottanta minuti. Torniamo nella zona logistica e restiamo di pronto impiego, senza togliere la tuta, che persa circa 11 chili ed è completata da un elmetto in kevlar con visiera antischegge dello spessore di 2 cm, per altri ottanta minuti. Solo allora possiamo togliere le tute e riposare per altri ottanta minuti. Terminiamo alle 13.00, perché con le alte temperature risulta impossibile andare oltre questo orario. È un lavoro molto impegnativo" - ha aggiunto con malcelato orgoglio - "la concentrazione deve essere sempre ai massimi livelli, non possiamo permetterci la minima distrazione". Francesco è fidanzato con Mariarosaria, una bella ragazza di Capodrise, prossima alla laurea, con cui conta di convolare a nozze nel giro di un paio d'anni. Nel corso del 2009 il 21° reggimento di via Ruggiero ha effettuato 200 interventi con i propri nuclei artificieri (EOD), assicurando la neutralizzazione di 744 ordigni esplosivi. In questa particolare attività gli specialisti del 21° reggimento coprono una fascia di territorio che comprende la Campania e le province di Isernia e Latina.

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