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Schifone: Fondi Ue e Fas, c anche problema del cattivo utilizzo di quelli investiti

Napoli - "A proposito dei Fondi Ue e Fas il problema reale, a mio modo di vedere, non è quello, pur pesantissimo della la quantità di quelli spesi, ma la qualità dei progetti per i quali sono stati utilizzati. Perché, se è vero che, per quanto ci...

"A proposito dei Fondi Ue e Fas il problema reale, a mio modo di vedere, non è quello, pur pesantissimo della la quantità di quelli spesi, ma la qualità dei progetti per i quali sono stati utilizzati. Perché, se è vero che, per quanto ci riguarda più direttamente, la Campania che è una delle regioni meridionali che, finora, non è riuscita ad utilizzare per intero le risorse a sua disposizione, è, almeno, altrettanto vero che ne ha investite tantissime nel solo sessennio 2000/2006 oltre 6mila miliardi sui 7 disponibili, eppure la situazione generale non è migliorata di un punto. Anzi, è addirittura peggiorata". Così, Luciano Schifone, presidente del tavolo regionale del partenariato economico e sociale, a commento della notizia rilanciata dai giornali di questa mattina, che il Cipe ha accertato l'ennesimo disimpegno di 475milioni per il periodo 2000/2005 e di 556 non programmati. "Il problema reale - continua - è, quindi, che all'incapacità di spendere le risorse a nostra disposizione, aggiungiamo la scarsissima qualità della spesa, dispersa in mille ed insignificanti rivoli che, anziché, produrre sviluppo, finiscono soltanto per fare crescere le clientele". "Ed è proprio questa esigenza d'invertire, sia in termini di quantità che di qualità, questa che è stata la rotta lungo la quale si sono mossi, fino a qualche mese addietro, il bassolinismo ed il centrosinistra - aggiunge - il presidente Caldoro ha più volte sottolineato l'esigenza di riprogrammare l'utilizzo dei fondi a disposizione della Campania indirizzandoli su poche, ma strategicamente significative, iniziative ed è verso questo obiettivo, che il tavolo del partenariato intende indirizzare il proprio lavoro". "E' indispensabile - sottolinea ancora - vista la ristrettezza dei tempi che restano a nostra disposizione da qui al 2013, quando si chiuderanno definitivamente i rubinetti dell'Europa, ricercare la massima concentrazione possibile di risorse sulla soluzione delle problematiche più impellenti ed ostative dello sviluppo sia campano che meridionale a cominciare dal recupero dei ritardi infrastrutturali, quelli relativi alla ricerca, all'istruzione, al recupero ambientale e la ricostruzione di margini di sicurezza, mantenendo in essere, ovviamente, quei progetti in corso che hanno dato buona prova di sé ed accelerando tutti quei meccanismi che prevedono, come gli obiettivi di servizio, il cui raggiungimento consente l'ottenimento di benefici di premialità ". "Un'esigenza che - conclude Schifone - rappresenterà da settembre in poi, il primo ed irrinunciabile obiettivo della giunta Caldoro e del tavolo di partenariato".

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