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Stellato: La chiusura della Selfin responsabilit del governo nazionale

Caserta - "La grave crisi della Selfin è un altro risultato della disattenzione di questo governo nazionale che non ha una politica per il Mezzogiorno e che non ha mosso un dito per salvare l'azienda, nonostante i numerosi allarmi lanciati dai...

"La grave crisi della Selfin è un altro risultato della disattenzione di questo governo nazionale che non ha una politica per il Mezzogiorno e che non ha mosso un dito per salvare l'azienda, nonostante i numerosi allarmi lanciati dai parlamentari del centrosinistra, a cominciare da Stefano Graziano e Pina Picierno". E' quanto sostiene Giuseppe Stellato, candidato alla presidenza della Provincia, a proposito della vertenza che vede impegnati i lavoratori dell'azienda informatica casertana in liquidazione dallo scorso novembre.
"La vicenda della Selfin - aggiunge Stellato - è emblematica delle più torbide storie industriali della provincia di Caserta negli ultimi anni. Ceduta dall'Ibm e protagonista di successivi passaggi di mano, la Selfin è entrata a far parte del gruppo Comdata di Torino circa tre anni fa. Dopo appena due anni, l'assemblea dei soci ha deliberato, a sorpresa e senza concordare alcun passaggio con le rappresentanze sindacali, la messa in liquidazione volontaria dell'azienda, con successiva richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i 170 dipendenti del gruppo. Sono evidenti le gravi responsabilità di Ibm prima e di Comdata poi a danno del Mezzogiorno, nonostante le ingenti risorse pubbliche ottenute da Ibm in questi anni e il numero impressionante di acquisizioni operate da Comdata negli ultimi tre anni, operazioni che hanno visto il gruppo decuplicare il proprio fatturato e raggiungere i seimila dipendenti. Ma è anche evidente che la convocazione di tavoli presso il ministero competente, non seguita da interventi conseguenti, non ha impedito l'epilogo verso il quale ci si sta avviando. I dipendenti in mobilitazione, che hanno una enorme professionalità da preservare e valorizzare, hanno diritto a risposte chiare e concrete: chiedono un piano di rilancio che ne salvi il posto di lavoro e non possono continuare a vivere senza stipendio da quattro mesi. Ora aspettano una convocazione al ministero dello Sviluppo per il 1° aprile e il governo non può continuare a ignorare il problema o a liquidarlo con impegni evasivi. Spero che non prevalga la solita disattenzione di questa maggioranza a trazione nordista".

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