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Acqua Pubblica, Stellato: 'L'acqua non un bene mercificabile'

Caserta - Prosegue l'impegno del candidato di centrosinistra alla presidenza della Provincia, Giuseppe Stellato a favore dell'Acqua Pubblica, un impegno intrapreso anche con varie partecipazioni ad incontri e dibattiti pubblici sull'argomento...

Prosegue l'impegno del candidato di centrosinistra alla presidenza della Provincia, Giuseppe Stellato a favore dell'Acqua Pubblica, un impegno intrapreso anche con varie partecipazioni ad incontri e dibattiti pubblici sull'argomento. L'acqua - afferma Stellato - è un elemento essenziale e irrinunciabile, e rappresenta l'esempio più evidente di un bene comune non mercificabile".
"Esprimo tutta la mia stima e vicinanza al Comitato Acqua Pubblica e al Coordinamento delle Associazioni Casertane, impegnati da anni, in questa battaglia. Intendo non far mancare la mia adesione e partecipazione, anche apponendo la firma in calce alla proposta di legge d iniziativa popolare, (referendum abrogativo della Legge Ronchi), che dovrà raccogliere, fra aprile e luglio 2010, circa seicentomila firme".
L'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità) stabilisce la quantità minima di acqua al giorno che lo Stato deve sempre garantire a ogni cittadino, in almeno 50 litri. "Per questo motivo - continua Stellato - non posso tollerare e non tollererò che le risorse finanziarie debbano essere reperite sfruttando un approccio economico-privatistico, non si può anteporre il business al bene comune, perché senza acqua non si può vivere. L'acqua non è una merce e deve rimanere, un bene inalienabile.
Condivido la preoccupazione, delle associazioni dei consumatori - spiega Stellato - che parlano già di possibili rincari del 40% conseguenza della privatizzazione sulle bollette. In quei luoghi del Paese dove ciò è già avvenuto il servizio non è migliorato, ma le bollette sono diventate più care. La carenza della rete idrica non deve essere pagata dalla popolazione, gli investimenti più onerosi soprattutto al Sud, graverebbero direttamente sul conto finale del cittadino".

Mi associo all'appello della Manifestazione nazionale di Roma a che vengano bloccate le politiche di privatizzazione dell'acqua, per riaffermarne il valore di bene comune e diritto umano universale, per rivendicarne una gestione pubblica e partecipativa, per chiedere l'approvazione della legge d'iniziativa popolare, per arrestare la mercificazione della 'creatura' più sacra che abbiamo.
Questo è il mio impegno che realizzerò dopo il voto del 28 e 29 marzo, su questa premessa, la Provincia provvederà a far propri i principi succitati ed assumerà una precisa posizione a livello dei contenuti, a livello normativo e a livello dell'azione negli enti strutturali di cui la Provincia stessa è parte".

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