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Piano Casa, Falco (Sel): 'Si rischia unulteriore colata di cemento'

Caserta - Nella distrazione della presentazione delle coalizioni e delle liste alle prossime elezioni provinciali e regionali si rischia di dimenticare quanto sta accadendo con il "Piano casa" nel Comune di Caserta. Il termine fissato è il...

Nella distrazione della presentazione delle coalizioni e delle liste alle prossime elezioni provinciali e regionali si rischia di dimenticare quanto sta accadendo con il "Piano casa" nel Comune di Caserta.
Il termine fissato è il prossimo 28 febbraio. Entro quella data il Consiglio Comunale deve indicare le aree escluse dall'applicazione della legge.
Se non lo fa e se lo fa male si rischia un'ulteriore colata di cemento, in contraddizione con il PTCP, ormai adottato con delibera n. 13 del 09/02/10, che prescrive di non consumare altro terreno agricolo, e contro il PUC, ormai dimenticato nelle mani di Pica Ciamarra, che deve conformarsi alle previsioni del PTCP.
"Non è possibile demandare - afferma Enzo Falco, portavoce provinciale di Sinistra, Ecologia e Libertà - sempre a strumenti straordinari il futuro urbanistico di una città come Caserta dal delicato equilibrio tra cementificazione, risanamento ambientale e dotazione di standard, a cominciare dal verde pubblico. Le scelte improvvisate che si faranno adesso rischiano di compromettere il futuro dell'intera città."
Non è possibile pensare di consumare altro territorio agricolo, le ultime aree residue, in particolare quelle relative alle frazioni dei Monti Tifatini, dove, per contro, non si è voluto aderire al progetto di Parco redatto dalla Provincia.

"C'è un'emergenza abitativa per le fasce deboli - aggiunge Pietro Di Sarno, coordinatore provinciale di SEL - ma il fabbisogno di edilizia sociale, in particolare mi viene in mente la battaglia fatta dalle famiglie del Parco Primavera, va soddisfatta attraverso il recupero dei centri storici, che viceversa rischiano di essere abbandonati".
Sinistra, Ecologia e Libertà chiede all'Amministrazione di Caserta di aprire una dibattito approfondito sulla questione e chiede di adottare una decisione che guardi al futuro della città e non al presente immediato. Il futuro è nella programmazione/pianificazione sostenibile che rischia di essere pregiudicata dalla solita "urgenza".

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