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Fondazione Nuova Italia: convegno 'Obiettivo Sud. Pi Stato, pi Mercato'

Napoli - Si svolgerà lunedì 25 gennaio a Napoli, presso l'Hotel Excelsior, il convegno sul tema "Obiettivo Sud. Più Stato, più mercato", promosso dalla Fondazione Nuova Italia. A presentare stamani in conferenza stampa motivi e finalità del...

Si svolgerà lunedì 25 gennaio a Napoli, presso l'Hotel Excelsior, il convegno sul tema "Obiettivo Sud. Più Stato, più mercato", promosso dalla Fondazione Nuova Italia. A presentare stamani in conferenza stampa motivi e finalità del convegno Marcello Taglialatela, deputato al parlamento che introdurrà i lavori con una relazione, Luciano Schifone, dei Circoli Nuova Italia di Napoli, Enzo Rivellini, Europarlamentare, e Mario Landolfi, Deputato al Parlamento.
«Il Mezzogiorno deve cambiare passo - spiega Marcello Taglialatela - ed ha bisogno di rivedere le politiche avviate negli anni passati. Al convegno di lunedì esporremo, alla presenza di autorevoli esponenti del mondo accademico, imprenditoriale, economico, politico ed istituzionale, le nostre tesi che si possono sintetizzare nello slogan "Più Stato, più mercato". Già due anni fa, nella conferenza programmatica regionale di AN a Napoli esponemmo le idee-forza di questo slogan che muovono dalla critica al regionalismo alla necessità che lo Stato sia al fianco del Sud attuando scelte strategiche che hanno bisogno di politiche interregionali.
Il Sud ha una tradizione politica ed istituzionale diversa da quella delle regioni del nord, non ha avuto grandi esperienze di Comuni-Stato ed ha bisogno pertanto di uno Stato forte che sappia supplire all'incapacità di autogoverno delle realtà locali. Lo Stato centrale in pratica deve controllare ed indirizzare.
Occorre in tal senso riprendere gli aspetti positivi di esperienze come l'Isveimer e la Cassa del Mezzogiorno perché al Sud c'è bisogno di una Banca di investimenti, che non si limiti alla raccolta del risparmio ma affianchi le imprese e consenta di ridurre i divari del costo del denaro che nel meridione è molto più elevato che nel nord. Serve una Banca progetti che sappia sostenere programmi strategici ed esecutivi per il Sud. Il concetto di fondo quindi è che nel Mezzogiorno vi è bisogno di una Banca di medio credito che sappia individuare progetti e avviare investimenti interregionali. Le Regioni del Sud in questi anni hanno fallito miseramente sia nell'utilizzo dei fondi europei, che non stati impegnati e spesi come si poteva, sia sui fondi FAS (la Campania è stata l'ultima regione a presentare progetti). In definitiva riteniamo che occorra una stretta sinergia tra Stato centrale e Mezzogiorno e che non c'è alcun bisogno di contrapposizione. Lunedì parleremo anche di strumenti come la fiscalità di vantaggio che si possono attuare per controbilanciare la scelta del federalismo e lanceremo la proposta di allungare il corridoio balcanico dall'adriatico al tirreno».
«La nostra tesi "Più Stato, più mercato" non è contraddittoria - spiega Mario Landolfi - perché nel Mezzogiorno oggi c'è bisogno di uno Stato che faccia sentire la propria presenza ed anche dell'apporto strategico del capitale. Oggi il Mezzogiorno è tornato di attualità ma ne parlano quelli del nord. Per questo nasce questo convegno. Come a dicembre, quando sempre alla presenza del Sindaco Alemanno, lanciammo la proposta di costruire tra Roma e Napoli una sola area metropolitana, anche lunedì prossimo rilanceremo le nostre idee con l'intento di riportare il Sud al centro dell'agenda politica e dell'attenzione nazionale. Il governo di centrodestra ha dimostrato finora di essere al fianco del Sud e gli ottimi risultati nella lotta a mafia, 'ndrangheta e camorra lo dimostrano. Ma la questione meridionale non può essere e risolversi solo in una questione criminale. Per questo non ricicliamo nessuna vecchia ricetta di un meridionalismo fallito, ma sosteniamo che va cambiata la governance, che va rivisto il regionalismo e che si raccolgano gli aspetti positivi di esperienze come la Cassa del Mezzogiorno in modo da tornare ad investire nel Sud ma senza determinare sperperi e clientele».

«L'onorevole Alemanno sarà per la seconda volta a Napoli in due mesi - sottolinea Luciano Schifone - in modo da intervenire sulle proposte di rilancio del Sud. Così come avvenuto a dicembre con la proposta di fare di Roma e Napoli una sola area metropolitana lunedì torna in città per sottolineare l'attenzione che ha verso il nostro territorio e verso il Mezzogiorno. Di recente inoltre anche il Ministro Scajola si è distinto per aver difeso in più di un'occasione l'apparato industriale del Sud, soprattutto di fronte alle ipotesi di smantellamento, ad esempio, della Fiat di Pomigliano. Inoltre riteniamo che ci siano tre situazioni impellenti a cui dare risposta: come uscire dalla crisi internazionale, visto che il meridione rischia di pagare qualcosa in più se non ci sarà una politica di difesa del tessuto produttivo e occupazionale; siamo favorevoli al federalismo fiscale che non deve spaventare ma va attuato con intelligenza, a cominciare da come va applicata la fiscalità di vantaggio; infine come attuare l'area di libero scambio del mediterraneo che resta una sfida imminente ed importante per i territori delle regioni meridionali».
«Il Sud - aggiunge Enzo Rivellini - deve avere una nuova classe dirigente che deve farsi carico di una nuova politica meridionalista, che deve avere uno stampo "leghista" a difesa del mezzogiorno. Abbiamo dinanzi a noi la scadenza del 2013 che sarà l'ultimo anno in cui le regioni del Sud potranno usufruire del fondi europei. Per questo il Meridione deve battere i pugni sul tavolo istituzionale italiano ed europeo per ottenere dall'asse franco-tedesco che comanda in Europa che la scadenza slitti almeno fino al 2020. Dobbiamo ricordare all'asse politico franco-tedesco ch in una notte c'è stato il più grande processo di regolarizzazione di extracomunitari (150milioni di cittadini) con l'allargamento dell'UE ad est. C'è bisogno quindi di una nuova classe dirigente che porti avanti un meridionalismo non piagnone ma che dia pari dignità al sud».

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