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Motta (Pdci): 'Fallimento Calatia impone dimissioni del sindaco Pascariello'

(S.Nicola La Srada) Come abbiamo già più volte scritto anche negli anni addietro sul mero scatolone vuoto quale era il Consorzio Unione dei Comuni "Calatia", il fallimento è stato riconosciuto anche dal Sindaco e dalla maggioranza che lo sostiene...

(S.Nicola La Srada) Come abbiamo già più volte scritto anche negli anni addietro sul mero scatolone vuoto quale era il Consorzio Unione dei Comuni "Calatia", il fallimento è stato riconosciuto anche dal Sindaco e dalla maggioranza che lo sostiene. Nel dibattito interviene, a ragione, anche Salvatore Motta, portavoce della sezione "Enrico Berlinguer" del Pdci di San Nicola La Strada. "Nella seduta di Consiglio Comunale del 14 u.s., l'assemblea all'unanimità ha votato per il suo scioglimento. Il Sindaco Pascariello durante i lavori consiliari, prendendo la parola, ammetteva di aver sbagliato, lui e la maggioranza che lo sostiene, nel credere in un siffatto progetto sulla gestione dei rifiuti solidi urbani, e dava atto alla minoranza (il PD negli ultimi tempi ed in assise, ma di fatto anche ai Comunisti che da anni denunciavano la situazione con volantini e attraverso i mass media) di aver previsto anzitempo il totale fallimento e l'inutilità di tale Ente. Anzi il Sindaco" - ha aggiunto Motta - "continuando, esponeva di pensare, anche su input dell'opposizione, di attuare finalmente su tutto il territorio comunale una seria gestione dei rifiuti, attuando la raccolta differenziata col sistema del porta a porta. Logicamente bisognerà recedere dall'attuale contratto con la IACTA-IACOROSSI, riformulandone uno nuovo, oppure trovare altre forme organizzative e contrattuali con altri gestori (anche in attesa di una probabile riorganizzazione di tipo provinciale sulla gestione degli R.S.U.), e a costo anche di penali da pagare. Comunque" - ha tenuto a precisare Motta - "i Comunisti avevano già molto tempo prima annunciato l'inutilità del Consorzio Unione dei Comuni "Calatia". Infatti, avevano sempre sostenuto una gestione diretta degli R.S.U. da parte dell'amministrazione, tanto che durante il governo locale retto dall'avv. Nicola Tiscione (e dove i Comunisti erano presenti), si era provveduto a redigere un piano, acquistando anche mezzi e strumenti (con una spesa poco al di sotto del miliardo delle vecchie lire) idonei e indirizzati proprio alla raccolta dei rifiuti tramite il porta a porta. Il piano venne poi lasciato in eredità al primo governo Pascariello, che, purtroppo" - ribadisce - "ritenne di non attuare e scelse di non praticare. Queste situazioni sono state sempre denunciate dai Comunisti e mai prese seriamente in considerazione, né dalla maggioranza né dalla minoranza (se non negli ultimi tempi). La cattiva gestione da parte dell'ente realizzato e preposto in materia rifiuti ha creato solo ed esclusivamente enormi disagi alla popolazione, sia in termini operativi (raccolta a singhiozzo ed in emergenza) sia economici (grosse penali da pagare alla comunità per lo smaltimento e pertanto necessari e consequenziali aumenti delle relative tasse), che ancora oggi, più che mai, ne sta pagando lo scotto. Sarebbe quindi ragionevole e corretto" - ha concluso l'esponente comunista - "anche per ammissione pubblica di aver sbagliato nelle sue scelte politico-amministrative, che il Sindaco rimettesse il suo mandato per ritornare alle urne e ridare la parola agli elettori".

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