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Bassolino: 'Rompere il silenzio sul Sud'

Napoli - Dal Blog di Antonio Bassolino: "Le parole della Cei sulla difficile fase che sta attraversando il Mezzogiorno vanno ascoltate con grande attenzione. Chi vive al Sud conosce bene gli effetti del "clamoroso silenzio" di cui parlano i...

Dal Blog di Antonio Bassolino: "Le parole della Cei sulla difficile fase che sta attraversando il Mezzogiorno vanno ascoltate con grande attenzione. Chi vive al Sud conosce bene gli effetti del "clamoroso silenzio" di cui parlano i vescovi. La crisi internazionale ha fortemente rallentato l'economia del nostro Paese e, in modo particolare, del Mezzogiorno. Sono sempre più gli operai, i giovani, i padri di famiglia che restano senza un lavoro e, cosa ben più grave, senza la prospettiva di trovarne un altro. A questo si aggiunge un idem sentire - soprattutto nel centrodestra, ma a volte anche nel centrosinistra - secondo il quale è inutile occuparsi di Mezzogiorno, perché tanto è solo fonte di sprechi e di inefficienze.

Oggi invece, più che mai, è venuto il momento di parlare di Sud, dei suoi limiti e delle sue opportunità. Sono d'accordo con la Cei, quando dice che serve "una responsabilizzazione della gente del sud e del Paese intero" e che i problemi vanno affrontati in una logica nazionale. Occuparsi del Sud significa occuparsi dell'Italia.
Quello dei vescovi è un appello di grande valore civile e sociale che tutto il mondo politico e istituzionale dovrebbe fare proprio. Il Mezzogiorno non vuole piangersi addosso, ma vuole mettersi alla prova per svolgere un ruolo determinante nello sviluppo dell'intero Paese. In questo senso il federalismo può essere un utile strumento, a patto che venga applicato per ridurre le distanze tra Nord e Sud e non invece per accentuarle. Le forze politiche, sociali, imprenditoriali, il mondo della cultura e dell'informazione hanno il compito di promuovere una nuova coscienza critica nel Paese che sappia rompere quello che ora è un assordante silenzio".

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