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Corno rosso, Sel: 'Investire in cultura vera'

Caserta - La vicenda del "Corno Rosso" ci ha posto, in questi giorni, alla ribalta nazionale e internazionale, esponendo questa città a moti di scherno e di ironia, tanto forti, da costringere il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali...

La vicenda del "Corno Rosso" ci ha posto, in questi giorni, alla ribalta nazionale e internazionale, esponendo questa città a moti di scherno e di ironia, tanto forti, da costringere il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali ad intervenire sul Sindaco Del Gaudio e fargli abbandonare l'arrogante difesa della scelta e tornare sui suoi passi, rimuovendo quel coso.

L'installazione, di cui si valuterà la validità artistica quando se ne troveranno le ragioni, è un iniziativa che rimarca la inadeguatezza culturale con cui l'amministrazione casertana si esprime nei confronti del suo enorme capitale monumentale. Fare parcheggiare gli autobus turistici al Monumento ai Caduti o progettare l'insediamento di un Wine Bar sotto lo scalone del Belvedere di San Leucio, sono solo alcune delle poche e fallimentari idee avanzate, a cui va accumunata anche quest'ultima , che hanno caratterizzato l'attività pseudo culturale di questa amministrazione. Sono iniziative che appartengono ad un livello di sottocultura spendibile nei reality show, che impedisce ai nostri amministratori di rilevare che il movimento turistico, cui è indirizzato il Corno, non è costituito da fessacchiotti di cui approfittare, retaggio di un modo di pensare vecchio di decenni, ma è oggi l'espressione di un movimento culturale nazionale e internazionale di più ampio respiro, molto esigente e abituato a scegliere tra offerte culturali di grande valore, accompagnate da una disponibilità di servizi sempre maggiori e più efficienti.
Ci sarà pure, infatti, un motivo che porta, in un anno, dieci milioni di persone a Versailles e una percentuale trenta volte minore alla Reggia di Caserta, attestato che, come valore storico, artistico e monumentale, questa non ha niente da invidiare alla prima. Caserta ha un patrimonio monumentale di tale consistenza che non ha bisogno per la sua promozione turistica di sprecare risorse in costose banalità folcloristiche, anzi, queste sono oltremodo dannose perché sviliscono i significati sociali, culturali e storici di questo patrimonio che come comunità abbiamo la responsabilità di custodire, promuovere e valorizzare, perché sono beni di valore universale che appartengono al Patrimonio dell'Umanità. Hanno ragione gli studenti, Caserta ha bisogno di investire in cultura vera, altro che foto con le spose.

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