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Giuramento di 800 giovani volontari al Rua di Capua

Capua - Un susseguirsi di emozioni più insistenti del solito durante le rituali fasi del Giuramento dei volontari del 3° Blocco 2012 svoltosi venerdì 19 ottobre presso il Raggruppamento Unità Addestrative (Rua). Comprensibili, come sempre, i...

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Un susseguirsi di emozioni più insistenti del solito durante le rituali fasi del Giuramento dei volontari del 3° Blocco 2012 svoltosi venerdì 19 ottobre presso il Raggruppamento Unità Addestrative (Rua). Comprensibili, come sempre, i palpiti del cuore degli 800 giovani giurandi del 17° Rgt "Acqui" e del 47° Rgt "Ferrara" chiamati a dire il loro "sì" alla Repubblica; insopprimibile la felice trepidazione dei familiari giunti a Capua da ogni parte d'Italia; spontanea la tenerezza che han suscitato i bambini in divisa da bersaglieri ed in corsa davanti alle migliaia di persone che gremivano il piazzale Antonucci. Ma due particolari circostanze hanno contribuito a rendere più toccante l'atmosfera complessiva del solenne appuntamento: il vibrante saluto di commiato pronunciato dal comandante uscente del 47° Rgt "Ferrara", col. Sergio Antonelli (al quale il comandante del Rua, generale di Divisione Antonio Zambuco, ha voluto rivolgere entusiastiche espressioni di profondo apprezzamento e di affettuosa gratitudine "per l'indiscussa professionalità dimostrata") ed il silente eppure incancellabile ricordo dell'arcivescovo Bruno Schettino, tante volte presente alle pubbliche manifestazioni del Rua (in tribuna, al suo posto, c'era infatti l'amministratore diocesano mons. Piccirillo, sul cui volto si leggeva maggiormente stampato il rimpianto). Al termine dell'esaltante evento, al nuovo comandante del Rgt. "Ferrara", col. Pasquale Mingione, di origini salernitane e già attivo in numerose operazioni di peace-keeping in ambito Onu e Nato, abbiamo chiesto: -Quali sentimenti avverte nel giorno in cui lei giunge al vertice del 47° e quale innovativa progettualità intende imprimere nelle sue funzioni? "I sentimenti - ha detto il colonnello - sono molti e piuttosto complessi: sgorgano dall'assunzione stessa dell'incarico, dalla coscienza della responsabilità di comandare tanti uomini e, specialmente, dalla ferma consapevolezza di dover provvedere a formare soldati che servono il nostro Paese anche all'estero con grande onore e grandi risultati per la Nazione. In ordine alla progettualità, non penso di andar fuori dai solchi tracciati dai miei predecessori, ma ritengo di dover ulteriormente favorire una sinergia maggiore con la popolazione della Terra di Lavoro, per far sì che i miei soldati si sentano a casa incontrando i cittadini di questa bellissima zona geografica. Soprattutto sento il dovere di impegnare ogni migliore energia per contribuire a plasmare, in termini di forti motivazioni e di solide competenze, i giovani militari chiamati a servire la Patria: questo è il mio dominante obiettivo". -Come si è evoluta recentemente la mission dell'Esercito Italiano e verso quali direttrici fondamentali oggi si dirige? "La nostra Forza Armata si muove verso una sempre più completa unione strategica ed operativa con le altre Istituzioni nazionali ed internazionali, per la crescita e lo sviluppo dell'Italia e degli altri Paesi cui assicuriamo costante e costruttiva collaborazione: l'Esercito Italiano è in prima fila nella pianificazione/attivazione di nuove strutture e di nuovi contatti con le varie Organizzazioni e Istituzioni dello Stato, affinché il tessuto nazionale si rinsaldi sempre di più. Nella congiuntura particolare che attualmente stiamo affrontando, la fertile cooperazione interistituzionale è di primaria importanza".

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