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Il 18enne Michele Tufano si candida alla guida del Pd

Pomigliano d'Arco - 19 anni li compirà il prossimo 31 Luglio. Mentre aspetta di conoscere il voto di diploma per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza, in queste settimane, è un'atra la sfida che ha davanti Michele Tufano . "La mia –...

19 anni li compirà il prossimo 31 Luglio. Mentre aspetta di conoscere il voto di diploma per poi iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza, in queste settimane, è un'atra la sfida che ha davanti Michele Tufano . "La mia - afferma Michele - non è una candidatura generazionale. Non credo nella personalizzazione della politica né nei giovanilismi che sono quanto di più autoreferenziale ci sia. Il mio nome è frutto di un percorso fatto alla luce del sole in assemblee pubbliche e partecipate . Questa mia non è la candidatura di Michele Tufano ma di un progetto che questo gruppo esprime". Si chiama il << Il Cambiamento è adesso>> la mozione che sosterrà ,nel prossimo appuntamento congressuale, alla carica di coordinatore Michele Tufano . Rappresentante d'Istituto, fino ad ieri, al Liceo Imbriani , membro della segreteria dei Giovani Democratici. Impegnato in politica da qualche anno. Se nel partito napoletano il dibattito è scandito dalle lancette dei ricorsi giudiziari e dalle schermaglie sui nomi , senza una benché minima idea di quello che deve essere il Partito ,nella città di Pomigliano la politica ritorna alla sua forma più autentica. "Il partito delle stanze chiuse non ci interessa. La gente - afferma Michele - così come è emerso da sondaggio che abbiamo condotto, poche settimane fa, ci chiede un Pd che si apra alla città che sia interprete di un progetto politico. Un partito che faccia iniziative sul territorio. Che ascolti le istanze e i bisogni delle persone". Michele Tufano è uno dei tanti volontari che, nel mese appena trascorso, ha girato strade e piazze raccogliendo, nel corso della campagna di ascolto sulla condizione politico amministrativa nella città di Pomigliano, le richieste e i suggerimenti delle cittadine e dei cittadini. E' alla gente che guarda Michele e la mozione che sostiene questa candidatura di cui il giovane studente è interprete. " Qui come nel resto del paese la crisi morde. Le fabbriche quando non chiudono ridimensionano i livelli occupazionali. Le grandi fabbriche e l'indotto ad esse collegato è praticamente fermo. Gli altri settori produttivi sono in ginocchio. La desertificazione produttiva della città indebolisce il tessuto sociale e peggiora le condizioni economiche e di vita di intere famiglie. Pomigliano, messa così in ginocchio, è "governata" da circa due anni e mezzo da un'Amministrazione di centrodestra che, nonostante quanto propinato in campagna elettorale, ha dimostrato la totale incapacità ad amministrare questo territorio A quest'Amministrazione, aldilà dei proselitismi di sorta, manca una visione di Pomigliano verso cui indirizzare l'azione politica e la conseguente progettualità atta a realizzarla. Non una parola sull'Alenia, non una presa di posizione netta di difesa dei livelli occupazionali nella vertenza FIAT, non un'idea alternativa di sviluppo per la città. All'incapacità di costruire il futuro, si aggiunge la cattiva amministrazione della cosa pubblica, come dimostrato dal giudizio negativo dei cittadini verso l'Amministrazione comunale. Dal lavoro alle politiche giovanili, dalle politiche sociali fino alla cultura, alla pianificazione urbanistica e alla viabilità il giudizio verso l'azione politico-amministrativa del centrodestra locale è nettamente critico. I nostri amministratori, vittime della loro stessa incompetenza, si sono caratterizzati per iniziative estetiche più che politiche. La "politica dell'apparenza", tuttavia, non ha abbindolato i nostri concittadini. Questo panorama è aggravato dalla emergenza legalità dilagata in seno alle massime istituzioni locali. Lo scandalo che a settembre del 2011 ha colpito la nostra cittadina (con l'arresto in flagranza di un consigliere e di un assessore) cui è seguito l'assordante silenzio dell'Amministrazione comunale rispetto a quanto accaduto, ha segnato una delle pagine più brutte della storia locale, mortificando ulteriormente la città ed i suoi abitanti. Insomma anche a Pomigliano, dopo due anni di amministrazione di centrodestra si è aggravata quella involuzione politica, etica e culturale che caratterizza molti centri dell'hinterland partenopeo e che rischia di far regredire la città di almeno vent'anni. In questo contesto, il Partito democratico pomiglianese, a due anni dalla sconfitta elettorale, raccoglie gli amari frutti della disaffezione di militanti, elettori e simpatizzanti. Alta è la muraglia di cui si è cinto, costruita con mattoni di autoreferenzialità e personalismi, cementificata da un generale clima interno di competizione non sempre basata sulla politica. È mancata, e, purtroppo, continua a mancare, una seria assunzione collettiva di responsabilità rispetto agli errori e ai limiti dimostrati, sia sul piano politico che della gestione amministrativa, negli ultimi anni di amministrazione di centro sinistra. Così come continua a mancare l'elaborazione di un progetto politico aggregante ed incisivo con cui prepararsi all'appuntamento elettorale. Oggi il PD ha bisogno di una forte e sana rivitalizzazione. Necessita più che mai di tornare ad essere un Partito di massa, un Partito fra la gente. Ascoltando il territorio ed elaborando proposte e linee programmatiche nuove che siano espressione di quanto Pomigliano ci chiede. È necessario che il partito si svincoli dalla regressione politico-culturale che ha vissuto e che sta vivendo, e superi le vecchie logiche di potere che portano solo all'autolesionismo. Il PD deve aprirsi a logiche migliori e non a quelle che di nuovo hanno solo il nome. Bisogna guardare fuori di sé, saper accogliere le istanze dei cittadini che lamentano un generale rallentamento dell'azione politica sui temi una volta baluardo del centrosinistra. Il PD deve mostrarsi capace di guardare al futuro valorizzando e tutelando quanto costruito nelle fasi migliori di amministrazione di centrosinistra.I cittadini chiedono a gran voce al Partito Democratico di diventare inequivocabilmente un Partito Democratico, popolare e progressista, di massa, con più animo e con meno anime. È necessario uscire dall'attuale crisi formulando sinergicamente un Progetto nuovo, un'idea per Pomigliano da proporre ai cittadini alla prossima competizione elettorale. Un Progetto che deve camminare sulle gambe di tutti gli iscritti, sia dei militanti più esperti che delle forze nuove e giovani. È necessaria una rivitalizzazione interna fondata non su una semplicistica sostituzione anagrafica, ma su una sinergia tra militanti più giovani e meno, per favorire un processo di reciproco arricchimento politico-culturale. Sarà necessario aprire e condividere questo progetto con tutte le forze progressiste presenti sul territorio, con la società civile ed avviare la costruzione di un percorso politico che porti alla elaborazione partecipata di una nuova idea di città da proporre alla prossima tornata amministrativa. È troppo semplicistico pensare che il Partito Democratico di domani dovrà essere un Partito nuovo. Dobbiamo avere l'ambizione di realizzare per il domani un Partito Democratico migliore". In attesa di sapere la data del congresso cittadino la mozione << Il Cambiamento è adesso>> martedì 10 luglio si ritroverà in un'assemblea pubblica alle ore 19,00 in Piazza Mercato.

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