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Il boss pentito Iovine accusa Luigi Cesaro: 'Aveva interesse' a realizzare un affare ad Aversa, indicato come 'Texas'

Aversa - Anche il boss del clan dei Casalesi Antonio Iovine, ora collaboratore di giustizia, ha riferito alla Dda di Napoli di presunti rapporti con i clan della camorra da parte di Luigi Cesaro, il deputato di FI e ex presidente della Provincia...

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Anche il boss del clan dei Casalesi Antonio Iovine, ora collaboratore di giustizia, ha riferito alla Dda di Napoli di presunti rapporti con i clan della camorra da parte di Luigi Cesaro, il deputato di FI e ex presidente della Provincia di Napoli per il quale è stato chiesto l'arresto alla Camera. Secondo Iovine, Cesaro era in contatto, in particolare, con il capozona di Aversa Corrado De Luca, il quale parlava di lui come "una persona che senza alcuna difficoltà sarebbe stata avvicinata". I presunti rapporti con la camorra intessuti da Cesaro sono al centro dell'interrogatorio, avvenuto il 23 luglio scorso, che Iovine ha reso nel carcere di L'Aquila al pm della Dda di Napoli Cesare Sirignano. "Di Cesaro - dice Iovine,interrogato in carcere - avevo già sentito parlare nel corso di una riunione tra me, Zagaria e Panaro nel 2005 o 2006 in un'abitazione di Zagaria". Panaro riferì che "Cesaro aveva interesse" a realizzare un affare ad Aversa, indicato come "Texas".
Sono nove i collaboratori di giustizia le cui dichiarazioni sono state utilizzate dai pm a sostegno delle accuse contestate nell'ordinanza emessa il 23 luglio. Tra i verbali anche quello di Giosuè Palmiero, esponente della camorra di Sant'Antimo, secondo il quale tuttora le imprese dei fratelli Cesaro sarebbero impegnate nella realizzazione di opere nell'area Pip del comune di Lusciano (Caserta), episodi al centro dell'inchiesta della Dda partenopea.

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