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Ato 5 Terra di Lavoro, Caputo (Pd): 'Tra inerzie e non rispetto della legge'

Caserta - "Continua il processo per la costituzione del nuovo Ato 5 "Terra di Lavoro", nonostante la legge 191 del 2009 preveda la soppressione delle Autorità d`Ambito entro il 31 dicembre. Una operazione sterile che non serve ad altro che...

"Continua il processo per la costituzione del nuovo Ato 5 "Terra di Lavoro", nonostante la legge 191 del 2009 preveda la soppressione delle Autorità d`Ambito entro il 31 dicembre. Una operazione sterile che non serve ad altro che consumare ulteriori risorse pubbliche". Lo ha dichiarato Nicola Caputo, Consigliere regionale Pd e Presidente della Commissione Trasparenza.
"Eppure - spiega Caputo - contro la costituzione di un nuovo Ato in provincia di Caserta si sono espressi, prima il governo, per bocca del Ministro per la Pubblica Amministrazione Filippo Patroni Griffi e successivamente l'assessore regionale all'ambiente Giovanni Romano che ha inviato una lettera al Presidente della Provincia di Caserta e a quello della Giunta regionale e a tutti i sindaci della provincia per ribadire ciò che era già stato affermato nel corso dell'audizione in Commissione Trasparenza circa la inopportunità e la illegittimità della costituzione di un nuovo Ato ".
"Intanto - spiega ancora Caputo - sordi a qualunque ammonimento, dopo la costituzione del nuovo Ato 5 si è proceduto come se niente fosse anche alla nomina di un consiglio di amministrazione". "Incuranti non solo della legge che prevede la soppressione degli Ato entro il 31 dicembre prossimo, ma anche insensibili alla esigenza, vitale, di eliminare carrozzoni che non fanno altro che aumentare le spese a carico dei cittadini".

"Lo stesso presidente dell'Ato 2 ascoltato nel corso dell'audizione in Commissione Trasparenza ha spiegato che la costituzione della struttura con uffici consiglio di amministrazione e presidente già richiede l'impiego di risorse pubbliche"
"Il Governo regionale avrebbe dovuto già presentare un disegno di legge sul riordino del ciclo integrato delle acque, ma ad oggi al Consiglio regionale non è pervenuto alcun testo. La Campania è una delle 4 regioni che non ha ancora legiferato in materia. E' necessario - conclude Caputo - intervenire al più presto sul riordino del comparto legato al ciclo delle acque al fine di semplificare il sistema, razionalizzare e semplificare il sistema".

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