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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Recuperati oltre 300 documenti storici del periodo borbonico

Le indagini si sono concentrate sui siti di e-commerce e sono state coordinatore da diverse Procure tra cui quelle di Napoli Nord e Santa Maria Capua Vetere

Recuperati documenti storici di proprietà dello Stato. Si tratta di oltre trecento documenti storici databili tra il 1500 e il 1800, riconducibili al periodo borbonico napoletano custoditi presso l’Archivio di Stato di Napoli. E proprio all'Archivio di Stato di Napoli, diretto da Candida Carrino, alla presenza del Soprintendente Archivistico per la Campania, Gabriele Capone, saranno restituiti con un'apposita cerimonia in programma giovedì 11 gennaio alle ore 10:30 proprio presso l'Archivio di Stato di Napoli.

Tra i numerosi ed importanti documenti storici recuperati spiccano per importanza: un manifesto di Gioacchino napoleone Re delle Due Sicilie di grandi dimensioni, con annotazioni manoscritte del maggio 1811; il Giornale del Viaggio delle loro maestà il Re e la Regina da Napoli a Madrid nell'anno 1829; la Lettera manoscritta di Maria Amalia di Borbone indirizzata a Ferdinando II Re delle Due Sicilie.

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L’importante recupero è stato originato dalle attività d’indagine dei carabinieri scaturite dal monitoraggio delle piattaforme di e-commerce per la vendita di documenti storici. L’attività investigativa, coordinata dalle Procure della Repubblica di Parma, Napoli Nord, Salerno e Santa Maria Capua Vetere, hanno permesso di individuare e sottoporre a sequestro i documenti di notevole importanza storico-culturale di chiara natura demaniale, facendoli ritornare nella loro collocazione per la fruibilità pubblica.

lettera maria amalia borbone

La consegna avvalora l’importanza della collaborazione fra l’Arma dei carabinieri e gli Enti pubblici e privati, che ha permesso l’individuazione delle importanti testimonianze storiche nonostante alcuni documenti non fossero mai stati inseriti nella "Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti", il più grande database di opere d’arte rubate al mondo gestito dal Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale.

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