Assalto in banca, uno dei rapinatori potrebbe essere rimasto ferito nella sparatoria

Ad agire potrebbe essere stata una banda specializzata del'hinterland napoletano

Uno dei feriti portato via in barella dopo la sparatoria

Continuano senza sosta le indagini del commissariato di Aversa e della Squadra Mobile di Caserta per individuare i tre rapinatori che lunedì mattina hanno messo a segno una rapina alla Bnl di viale Kennedy ad Aversa, ferendo alle gambe la guardia giurata ed un agente della Polfer, libero dal servizio, che ha provato a fermali.

Gli inquirenti ipotizzano che i tre rapinatori possano essersi nascosti nell’hinterland napoletano, anche se non vengono tralasciate altre piste. L’elemento basilare da cui sono partiti gli investigatori è che, comunque, si tratta di persone esperte che non erano alle ‘prime armi’.

Il dato nuovo, sul quale si sta ragionando, è che uno dei tre rapinatori (il primo ad entrare nella banca e che è poi ha avuto una colluttazione con la guardia giurata e l’agente della Polfer) potrebbe essere rimasto egli stesso ferito, forse, da un colpo di rimbalzo. Riguardando le sequenze video delle telecamere interne all’area bancomat dell’istituto di credito, infatti, si nota che il rapinatore con la tuta rossa mentre si allontana si tocca con la mano dietro la coscia destra e sembra zoppicare leggermente. Particolare questo che, se confermato, potrebbe dare ulteriori spunto alle indagini.

I tre ricercati, che si sono allontanati su un’auto di colore grigio con la targa, presumibilmente taroccata (non c’è alcuna denuncia di furto ed il proprietario della vettura originale vive fuori regione) hanno portato con sé 100mila euro che la guardia giurata della Cosmopol stava consegnando in banca e la pistola del vigilantes.

Gli inquirenti vogliono cercare di chiudere il cerchio attorno ai tre rapinatori in modo celere, per dare anche una risposta concreta alla criminalità: riguardando le immagini del filmato, infatti, è apparso ancora più chiaro che lunedì mattina nella banca poteva esserci un bagno di sangue, come ha detto lo stesso sindaco di Parete Gino Pellegrino questa mattina dopo essersi recato all’ospedale Moscati di Aversa dove è ricoverato il poliziotto Nicola Grimaldi, che ha ricevuto la visita del capo della polizia Franco Gabrielli che ha sottolineato il “sangue freddo” avuto nel non utilizzare la pistola d’ordinanza per evitare conseguenze ancora peggiori.

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