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Il "prof sospeso": dagli studenti tassisti alla cena pagata a Roma anche alla compagna

Decine di ragazzi confermano agli inquirenti lo strano rapporto col docente. Non si rifiutava per evitare problemi agli esami ed alla laurea

Un professore molto “vicino” agli studenti, che faceva anche “parlare” per questo suo atteggiamento e che aveva come “prassi” quella di utilizzare i ragazzi come tassisti per i propri viaggi da Napoli (dove viveva) fino alla sede dell’Università ‘Vanvitelli’ di Aversa, non lesinando anche trasferte più lunghe verso Roma e la Basilicata. E’ quanto emerge dagli atti di indagine che hanno portato il gip del tribunale di Napoli Nord ha disporre la sospensione del professore universitario N.C., 67 anni, ordinario alla facoltà di Ingegneria.

Il caso limite è stato quello dello studente che lo ha denunciato dopo aver ricevuto richieste di soldi prima per far anticipare la seduta di laurea e poi per aumentare il voto dell’esame di ‘Topografia’; ma i carabinieri di Aversa, indagando, hanno scoperto che decine di ragazzi erano stati costretti ad essere “accondiscendenti” col le richieste del docente per evitare problemi agli esami o per la laurea.

Gli studenti ascoltati dagli inquirenti hanno praticamente tutti ammesso di aver accompagnato almeno una volta a casa il professore, ma non solo: perché c’è anche chi ha offerto cene a Roma a lui ed alla compagna e chi, invece, gli ha pagato il week end a mare (padre e figlia sono indagati per questo).

Quello che emerge è che, tra gli studenti, tutti fossero a conoscenza di questo strano modo di gestire i rapporti con gli studenti da parte del docente e quando finalmente la notizia è arrivata ai colleghi, la stessa è stata immediatamente portata a conoscenza dell’allora rettore Giuseppe Paolisso che ha effettuato la segnalazione agli inquirenti. Il tutto grazie ad un audio registrato proprio dallo studente che ha rifiutato di pagare per avere il “piacere” dal professore che è stato consegnato ad un collega. Da lì è scattata la segnalazione al rettore (firmata da 3 professori) che, in parte, hanno anche ammesso di essere a conoscenza delle voci che circolavano e che per questo hanno chiesto fossero immediatamente verificate.

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