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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca Casal di Principe

Pena quasi 'dimezzata' per l'esattore del clan dei Casalesi

I giudici della Corte d'Appello riconoscono la continuazione tra tre sentenze e rideterminano la pena in 18 anni di carcere

Le estorsioni consumate e la sua partecipazione al clan dei Casalesi, proprio con il ruolo di esattore, fanno parte dello stesso disegno criminoso. Queste le motivazioni della Quarta Sezione della Corte d'Appello di Napoli che ha accolto la richiesta di continuazione avanzata da Gabriele Cioffi, 48 anni difeso dall'avvocato Nello Sgambato, tra tre sentenze già esecutive rideterminando la pena a suo carico da 30 a 18 anni di reclusione. 

In particolare, secondo l'apparato argomentativo seguito dai giudici della corte partenopea (presidente Diego Vargas), i reati per i quali Cioffi è stato condannato sono stati commessi nel medesimo contesto ambientale e temporale. Inoltre, nella sentenza per la partecipazione al clan dei Casalsi, in particolare per la fazione Bidognetti, Cioffi è stato indicato come "addetto" al racket rintracciandone la prova proprio nella commissione delle estorsioni, giudicate separatamente e per cui già era stato condannato in precedenza.

Di qui il ricalcolo della pena applicato. Agli 8 anni e 4 mesi incassati per la partecipazione al clan si aggiungono altri 4 anni e 4 mesi per 4 diversi episodi estorsivi di cui alle precedenti sentenze. Al computo (12 anni e 8 mesi) si vanno poi a sommare altri 5 anni e 4 mesi relativi ad altre contestazioni 'escluse' dal vincolo della continuazione per una pena finale di 18 anni di carcere. 

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