Zeppole e ricariche telefoniche per la 'spintarella' alle pratiche

Bastavano 20 euro e i dolci per agevolare il rilascio dei documenti dall'ufficio tecnico di Castel Volturno

Ricariche telefoniche e zeppole erano i 'doni' per velocizzare le pratiche

Non solo favori sessuali. Bastava anche una semplice ricarica telefonica da 20 euro e un vassoio di zeppole per far attivare il funzionario dell’ufficio tecnico di Castel Volturno Antonio Di Bona (che ha fatto scena muta durante l'interrogatorio) e dare una ‘spinta’ al rilascio di certificazioni urbanistiche.

È il quadro che emerge dall’indagine della Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha provocato un terremoto al Comune di Castel Volturno, con l’arresto di 7 persone tra dirigenti e agenti della polizia municipale.

Una vicenda scoperta grazie alle intercettazioni disposte dagli inquirenti sul telefono del funzionario comunale. Di Bona viene telefonato dal geometra Carmine Brancaccio (indagato a piede libero), che chiede informazioni sulla compagnia telefonica su cui ha intestato la sim il dipendente comunale. Poco dopo lo stesso Di Bona riceve un sms con il quale veniva data conferma dalla Vodafone dell’accredito di una ricarica da 20 euro.

Di Bona viene quindi contattato telefonicamente da Brancaccio, che chiede lumi in merito ad una richiesta relativa ad un certificato di destinazione urbanistica protocollata tempo addietro dal geometra Manzo in merito ad un terreno in località Ischitella. Di Bona si interessa effettivamente alla faccenda, tanto da invitare successivamente Brancaccio in Comune per recarsi nel suo ufficio.

Per gli inquirenti la ricarica telefonica è quindi il modo per accelerare i compiti di Di Bona e il rilascio della documentazione richiesta. Alla ricarica poi si aggiunge anche il ‘dono’ di alcune zeppole in occasione della festività di San Giuseppe, un regalo finito anche nelle intercettazioni. “Allora stammi a sentire – afferma Brancaccio al telefono con Di Bona – ti mando una guantiera di… devono essere al forno, fritte o…. come devono essere?”. Dopo aver concordato sulla tipologia di zeppola, Brancaccio nella telefonata spiega al funzionario che “te le mando nel bar, le vado a prendere”.

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