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Cronaca Castel Volturno

Cartella clinica manomessa dopo morte del paziente, 90 giorni per le intercettazioni

Affidato l'incarico al consulente per le trascrizioni

Affidato l'incarico al perito di trascrivere il materiale captato. Le intercettazioni  quindi entrano nel processo sulla manomissione della cartella clinica di Francesca Oliva, di Gricignano d'Aversa, morta a 29 anni alla clinica Pineta Grande mentre portava 3 gemelli in grembo, di cui solo una sopravvissuta.

Il giudice Norma Cardullo, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha affidato l'incarico al perito trascrittore Gabriele Pizianti, di Cagliari. Tra 90 giorni il deposito delle trascrizioni delle intercettazioni ambientali e telefoniche. Si torna in aula a giugno per l'escussione dei familiari della vittima.

Sotto processo sono finiti il patron della clinica Vincenzo Schiavone, i medici Stefano Palmieri, Gabriele Vallefuoco e Giuseppe Delle Donne e due tecnici. Secondo il sostituto procuratore Gerardina Cozzolino, gli imputati avrebbero manomesso la cartella clinica dopo il decesso di Francesca, avvenuto il 24 maggio del 2014. Prima avrebbero cancellato le parole "malessere generale" annotate in cartella il 23 maggio dal collega Renato Bembo e la prescrizione del farmaco Unasyn (poi inserito nuovamente dopo la morte e retrodatato alla data del ricovero). Poi avrebbero compilato le note del ricovero dopo la morte della paziente aggiungendo le parole: "gravidanza indotta con Fivet paziente sottoposta a cerchiaggio, esibisce esami che evidenziano leucocitosi, neutrofilia praticato in ecografia". Due ore dopo il decesso di Francesca, inoltre, sarebbero state aggiunte anche parole alla visita ostetrica effettuata il 22 maggio: "all'atto non si apprezzano perdite atipiche".

I familiari di Francesca si sono costituiti parte civile con l'avvocato Raffaele Costanzo mentre il medico Renato Bembo, che per l'alterazione della cartella clinica ha subito un processo per omicidio colposo, venendo poi assolto, si è costituito con l'avvocato Lara Vastarella. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Giuseppe Stellato, Claudio Sgambato, Laura Serpico, Raffaele Vanacore, Gianfranco Antonelli, Luigi Vallefuoco e Paolo Maria di Napoli.

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