Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Appalti, sarà processo 'bis' per ex sindaco. Zagaria sul banco dei testimoni

Ammesso l'Appello dell'Antimafia. Sentenza di non luogo a procedere per imprenditore morto per Covid

Francesco Zagaria verrà ascoltato nel processo d'appello sulla rete di appalti, tra Santa Maria Capua Vetere e Grazzanise, affidati con la mediazione del clan dei Casalesi. 

E' quanto ha deciso la Corte d'Appello di Napoli che ha dichiarato l'ammissibilità dell'appello del pubblico ministero della Dda Maurizio Giordano ritenendo come 'atto unico' il triplice ricorso dell'Antimafia. Si torna in aula a inizio luglio quando verranno depositati i verbali (una decina) di Ciccio 'e Brezza che poi verrà sentito come testimone nel processo bis. Intanto la Corte ha pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti dell'imprenditore di Casal di Principe Nicola Madonna, venuto a mancare per Covid nelle scorse settimane. Madonna in primo grado era stato assolto insieme al fratello Francesco

Alla sbarra ci sono l'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro (condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi), il progettista Guglielmo La Regina (condannato in primo grado a 6 anni), Roberto Di Tommaso (condannato a 1 anno con pena sospesa), Alessandro Zagaria (condannato in primo grado a 4 anni solo per la corruzione a Di Muro) e l'imprenditore Francesco Madonna (assolto in primo grado). Al processo si è costituito parte civile il Comune di Grazzanise con l'avvocato Salvatore Piccolo. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Giovanni Cantelli, Angelo Raucci e Renato Jappelli.

Due le inchieste finite all'interno dello stesso fascicolo. Una è quella relativa ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini con la progettazione affidata a Guglielmo La Regina grazie alle presunte bustarelle date all'ex sindaco sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro ed ai componenti della commissione di gara, presieduta dal dirigente Roberto Di Tommaso. Nel patto corruttivo avrebbe avuto un ruolo anche Zagaria che avrebbe consegnato materialmente i soldi promessi a Di Muro. L'altro filone dell'inchiesta riguardava i lavori per la rete fognaria a Grazzanise affidati a Madonna. 

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