Zona rossa, manca ancora un nucleo di Protezione civile

L'affondo dei 'Socialisti e Democratici Ortesi': "Cittadini abbandonati nella lotta contro il coronavirus"

Uno dei blocchi della zona rossa ad Orta di Atella

"L’istituzione della zona rossa ad Orta di Atella ha gettato in uno stato di profonda angoscia la cittadinanza. Non solo per i numeri allarmanti del contagio da Covid-19, che aumentano a dismisura, ma, soprattutto, perché l'intera cittadina si sente abbandonata, in totale solitudine, nella lotta contro questo pericolo oscuro”. A denunciarlo in una nota è l'associazione 'Socialisti e Democratici Ortesi' che critica fortemente l'operato dei commissari prefettizi che reggono le sorti del governo cittadino. "Avevamo chiesto, in tempi non sospetti, un cambio di passo all’attività della commissione, di far sentire in modo forte la presenza dello Stato, pure, attraverso un confronto con le forze politiche, sociali e culturali presenti sul territorio - sottilinea l'associazione - Un confronto che avrebbe, semplicemente, il fine di tracciare un percorso operativo, nella soluzione delle spinose questioni irrisolte sul nostro territorio. Prendiamo, tristemente, atto, invece, che, tranne qualche timida iniziativa, non si sta amministrando, nemmeno, l’ordinario. Ed Orta non avrebbe bisogno, soltanto, dell’ordinario".

"Già in occasione della prima ondata dell'emergenza sanitaria ed in previsione della seconda abbiamo avanzato una serie di proposte per fare sentire la vicinanza dello Stato ai cittadini - aggiungono i membri dell'associazione 'Socialisti e Democratici Ortesi' - Avevamo chiesto la riduzione delle tasse per le attività colpite dalla crisi. Nei giorni scorsi, invece, sono regolarmente arrivate le cartelle con tariffe piene. Avevamo chiesto l’istituzione e l’operatività della Protezione civile (tuttora sulla carta) e l’istituzione di un numero telefonico dove i cittadini, disperati e disorientati dal susseguirsi di notizie spesso destituite di ogni fondamento, potessero rivolgersi semplicemente per chiedere adeguate informazioni, cui hanno sacrosanto diritto. Anche semplicemente per chiedere se è possibile recarsi al proprio posto di lavoro. Avevamo chiesto un responsabile dei servizi sociali e ci ritroviamo gli uffici completamente sguarniti. Comprendiamo benissimo le difficoltà in cui le commissarie si sono trovate ad operare, pensiamo, però, che lo Stato ha tutti gli strumenti per poter intervenire nei momenti di emergenza in maniera rapida ed incisiva".

Secondo gli attivisti ortesi sarebbero molte le iniziative da poter intraprendere per superare positivamente ed in tempi rapidi questa fase di grave emergenza epidemiologica. "Si chieda al prefetto o al Ministero competente di applicare temporaneamente un organico al comune di Orta di Atella - sottolineano nella nota - Si chieda alla Regione di inviare unità operative di Protezione civile. Si istituisca un numero di telefono per dare delucidazioni ai cittadini. Si costituisca un coordinamento con la Caritas diocesana per cercare di intervenire tempestivamente nei confronti dei meno fortunati. È inutile, infine, ribadire, ancora una volta, tutta la nostra disponibilità a qualsiasi forma di collaborazione e di sostegno, per contribuire con le istituzioni locali nella lotta alla diffusione della pandemia e nell’attività di assistenza sul territorio". Poi il messaggio di speranza: "Tutti insieme ed ognuno per la propria parte riusciremo a superare questa ennesima sfida. Ne usciremo più forti di prima". 

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