"Campania zona gialla grazie alle restrizioni regionali". Ma l'Iss monitora Caserta: "E' l'area più colpita"

Brusaferro e Rezza spiegano le scelte del ministro Speranza sulle restrizioni: "Rt all'1,29%"

Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità

Potrebbero essere state le “misure preventive” adottate dal presidente della Regione Vincenzo De Luca (dall’obbligo delle mascherine al coprifuoco anticipato fino alla chiusura delle scuole, passando per il divieto di spostamento tra le province) a ‘salvare’ la Campania che è stata poi inserita nella ‘zona gialla’ indicata dal governo Conte, quella con minori restrizioni. Lo hanno lasciato intendere il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ed il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza nel corso della conferenza sull’analisi de dati di monitoraggio regionale della cabina di regia che ha poi spinto il ministro Roberto Speranza ad inserire le varie regioni in zone diverse (rossa, arancione e gialla) disponendo restrizioni diverse.

“Oggi siamo in una fase di transizione in cui ci sono delle ricrescite e bisogna intervenire per riportare la curva in una fase più controllata - ha sottolineato Brusaferro - L’ aggiornamento dei nuovi dati avverrà nelle prossime ore. il percorso è condiviso e vede attori le regioni, il Cts, il ministero”. Il direttore Gianni Rezza ha spiegato che le decisioni sono prese su un lavoro fatto di “indicatori come incidenza, Rt, occupazione posti letto: se c'è un regione con apparentemente pochi casi e ha alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza. Sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza” ha sottolineato.

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Buona parte della discussione è stata proprio il ‘caso Campania’, col presidente De Luca che auspicava di essere inserito in ‘zona rossa’, mentre invece si è ritrovata in ‘zona gialla’. E la spiegazione di Brusaferro e Rezza è questa: “Apparentemente ha un’incidenza molto elevata, non è che ha rose e fiori. Ma ha una epidemia che sembra concentrata nell’area metropolitana di Napoli, ma se andiamo a vedere in termine di incidenza l’area più colpita è la zona nord, quella del casertano, mentre nella zona al sud è più bassa. Quando andiamo a stimare l’R/T 1,29 regionale, per questo è in zona gialla - ha sottolineato Rezza - La trasmissione in questo momento ha rallentato anche se devono continuare a tenere misure a livello locale, che sono anche più drastiche (di quelle nazionali, nda). Allo stesso tempo ci dice che sostanzialmente possiamo confidare sul fatto che la trasmissione è rallentata e non c’è bisogno di nuove misure”.

Un problema, però, c’è ed è quello della notifica dei dati “così come tante altre regioni che dobbiamo risolvere anche con la cabina di monitoraggio” ha chiosato Rezza. "Dopo 14 giorni ci potrà essere una descalation per le regioni, così come se nella prossima cabina di regia ci fossero situazioni diverse, altre regioni potrebbero diventare rosse. Inoltre il sistema non è così rigido e c'è la possibilita di fare zone rosse anche in una regione che non è rossa"

“La Campania ha molti casi, ma ha un Rt più basso di Lombardia o Calabria - ha sottolineato Brusaferro rispondendo a varie domande sul tema - perché gli interventi implementati a livello locale o regionale potrebbero aver avuto effetto sulla trasmissione dei casi”.

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