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Perdite per oltre l'80%, il mondo del wedding protesta davanti alla Reggia

La protesta a Caserta degli operatori del settore: "Siamo allo stremo dopo un anno e mezzo"

Il mondo del wedding scende in piazza, a Caserta come in altre 29 città italiane. In piazza Carlo di Borbone, davanti alla Reggia, i rappresentanti della rete 'Insieme per il Wedding' hanno dato vita ad un flash mob. 

Circa 100 titolari di aziende di tutte le categorie del comparto eventi e cerimonie private, si sono ritrovati a protestare per ottenere un'attenzione maggiore da parte del governo, soprattutto una "data certa per la ripartenza", lamentando perdite di fatturato, dovute alle restrizioni legate alla pandemia, che superano in media l'80%, più o meno lo stesso calo che si è avuto nell'organizzazione di matrimoni e altri eventi nel corso del 2020. "Il comparto è completamente fermo pur dando lavoro in tutta Italia a un milione di persone - spiega Giannicola Formichella, organizzatore di matrimoni e anima del gruppo "Insieme per il Wedding - e i ristori sono stati irrisori visto le perdite che abbiamo registrato. Siamo tra gli unici comparti che supportano concretamente il prodotto Made in Italy con matrimoni ed eventi che richiamano milioni di persone anche dall'estero. Chiediamo tempi certi, perché in questo settore fondamentale è la programmazione".

In piazza stamani c’erano i rappresentanti dell’Afvp, ovvero l’Associazione fotografi, videografi professionisti, che lavorano spesso in simbiosi con gli organizzatori di eventi; c’era poi la Confesercenti di Caserta, rappresentata dal presidente Salvatore Petrella. “E’ giusto dare voce ad un comparto allo stremo, che da un anno e mezzo è fermo, senza nessun tipo di attività da programmare; e anche questa stagione rischia di andare perduta - dice Petrella - Il Governo deve sostenere lavoratori e aziende del settore. I decreti dei mesi scorsi hanno però dimenticato totalmente i lavoratori del comparto, l’ultimo invece dà risorse talmente minime che non consentiranno alle aziende di continuare la propria attività. E’ un momento particolare, in cui tutto il mondo produttivo soffre: i dati sono tragici, gli ultimi, di rilievo nazionale, parlano delle chiusura di 270mila aziende, gran parti familiari: vuol dire aumento disoccupazione” conclude.

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