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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Attualità Sessa Aurunca

Il saluto di monsignor Piazza ai fedeli: "Date il meglio di voi stessi"

Don Guttoriello: "Sessa Aurunca non perde solo un vescovo, ma un punto di riferimento sociale, ecclesiale, istituzionale"

Venerdì 7 ottobre, alle 11:45, presbiteri, diaconi, seminaristi, religiosi, religiose, direttori e operatori di Curia, sindaci, insieme al popolo santo di Dio, si sono radunati nell’Auditorium ‘Papa Francesco’ diSessa Aurunca, per l’adunanza straordinaria convocata da monsignor Orazio Francesco Piazza. Dopo la preghiera iniziale, animata dal direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano, don Luciano Marotta, il Vicario Generale, don Roberto Guttoriello, alla presenza del Cancelliere vescovile, don Michelangelo Tranchese, alle 12, ha dato lettura della nota della Nunziatura Apostolica relativa alla nomina di Sua Eccellenza Orazio Francesco Piazza a vescovo della Diocesi di Viterbo.

Nello spiegare le fasi che hanno preceduto la comunicazione al presbiterio e al popolo di Dio, monsignor Piazza ha sottolineato che “bisogna amare ciò che ci è chiesto”.

Nove anni di impegno, di intenso servizio: in una Chiesa in uscita, chinata sulle fragilità umane, attuando la riforma indicata dalla Evangelii Gaudium, seguendo le strade della comunione ecclesiale e della coesione sociale. Un cammino che il vescovo ha condotto, con amorevole e paterna guida, rispondendo alla frammentazione dei contesti umani e sociali del nostro tempo e alle difficoltà economiche e culturali generate da questo periodo storico nel nostro territorio, con un processo generativo di corresponsabilità e sinodalità, in Cristo, per annunciare la novità del Vangelo.

“Sono disposto fin da ora ad amare ciò che mi è stato chiesto con la stessa intensità di questi anni con voi, con lo stesso amore verso la porzione di popolo di Dio che mi sarà affidata, affrontando con fiducia e affidamento i problemi che sono patrimonio comune di questo tempo, ma esaltando la ricchezza e la bellezza di un territorio ricco di storia. Vi prego, intanto, di mostrare la consapevolezza di essere Chiesa nel saper affrontare i giorni che verranno con personalità, con fierezza e trasparenza interiore”, ha spiegato monsignor Piazza, esprimendo profonda vicinanza alla comunità diocesana di Sessa Aurunca per la sofferenza legata a questo non facile distacco.

"A voi sacerdoti - ha aggiunto il vescovo - chiedo di continuare sulla strada di dignità, di coerenza nella fede, nell’amore verso il popolo santo di Dio: conosco bene la vostra dedizione. Ho visto crescere in voi la maturità nelle relazioni, tra voi e con gli altri, e vi chiedo di intensificare ancor più questo amore reciproco, fraterno, cresciuto in questi anni. Siate più forti e rimanete saldi rispetto alla complessità delle circostanze: le situazioni complesse tendono a destabilizzare il cuore sacerdotale; alla luce della Parola, non siate prigionieri delle preoccupazioni nelle problematiche, ma sia sapiente il discernimento per mantenere libero il vostro cuore per affrontarle con dignità e determinazione. Sappiate che nessuna cosa al mondo potrà cancellarvi dal mio cuore. Nel mentre esprimo viva gratitudine per aver accolto una faticosa riforma, chiedo a voi impegnati in Curia, realtà organica al servizio della comunità e del cammino pastorale, di continuare negli impegni stabiliti e prefissati; non perdete nulla di quanto è stato costruito e che ancora merita di essere affinato. Per le opere in itinere, poco conta chi potrà vederne la conclusione, importante è orientare il lavoro verso il fine ecclesiale. Portate avanti quanto deciso con dedizione e la solita concretezza e competenza. In questo cammino, voi laici siete stati e siete protagonisti nella corresponsabilità ecclesiale: vi ho visto crescere in una qualità che mi consente di rassicurare chi verrà dopo di me. Ai diaconi chiedo l’impegno di accompagnare i presbiteri e le comunità in questo momento conservando le responsabilità secondo quanto vi ho chiesto. Questo è tempo generativo, fecondo di grazia, ma è anche il tempo della testimonianza nell’essere Chiesa: testimonianza coerente e fiduciosa. Oggi non si eludono gli impegni, quanto si intensifica la dedizione per impreziosirli".

E ancora: "Inoltre, chi verrà dopo di me dovrà essere accolto con gioia e rispetto, con amore e disponibilità: dovrete e facilitare l’inserimento e accompagnare le scelte che potranno essere fatte. Voi religiosi e religiose, siate lampada accesa che illumina il cammino nella prospettiva del Regno di Dio: aiutate tutti a trovare serenità ed equilibrio nel valutare le future vicende. Voi laici, linfa vitale del nostro territorio e impegnati in vari ambiti di vita, non abbiate paura, non cedete a emozioni che disorientano: siete chiamati ad essere ancora più incarnati nella nostra difficile realtà, da protagonisti, portando nel cuore il Vangelo e trasfondendolo nella vita quotidiana perché questa nostra umanità, segnata da azioni predatorie, sia trasformata secondo il cuore di Cristo”.

Un percorso, quello di questi ultimi anni, di crescita omogenea in costante ascolto del territorio e di quotidiano confronto in tutti i settori civili e sociali: “Ringrazio i settori pubblici e voi cari sindaci: ci siamo scambiati, in questi anni, idee e opportunità; abbiamo valutato i problemi e deciso insieme le vie per affrontarli; ci siamo sostenuti, abbiamo affrontato insieme il momento pandemico con grande cura e corresponsabilità. Vi prego mantenete tra voi questi legami, manteneteli forti, sia con la comunità ecclesiale, sia con le varie espressioni di servizio che sono maturate, insieme a noi, in questo tempo. Abbiate cura delle comunità e non preoccupatevi, quando le situazioni diventeranno ancor più complesse: so bene cosa potete dare. Senza la preoccupazione di non poter affrontare tutto, date il meglio di voi stessi, per il bene della comunità. Vi prego di portare questo messaggio anche a tutti i consigli comunali, ricordando che le buone opposizioni, spesso molto critiche, devono servirvi ad affinare la sensibilità comunitaria per la legalità, la giustizia e il bene comune. Ricordate che una comunità ha il volto delle storie delle persone. Abbiate cura dei più deboli, soprattutto malati e anziani, tenete a cuore i migranti e intensificate ancor più la cooperazione con la Caritas e il Consultorio diocesano: in questi anni questa collaborazione ha prodotto molti frutti e risolto tante difficoltà; vi prego non vi fermate!".

E ancora: "Chiedo al variegato mondo della formazione di continuare nel proficuo dialogo costruito nel tempo: che gioia essere spesso tra voi e tra i giovani, accolto con rispetto e stima manifesta. Lo stesso affetto e la disponibile collaborazione sperimentati nelle Associazioni ecclesiali e civili dove è crescita la reciproca sensibilità nell’impegno e la dedizione. A voi confraternite: continuate a camminare costruendo sempre più l’armonizzazione tra di voi, nella specificità di ognuna; consolidate il Coordinamento e siate convinti di essere linfa sociale ed ecclesiale. Curate il legame con le parrocchie e siate protagonisti nel sociale. Portate in evidenza la verità dei valori di cui siete custodi, continuando l’opera di ricontestualizzazione attraverso il dialogo ecclesiale e l’ascolto del sociale. Sarete una risorsa per tutti”.

Queste parole del vescovo, pronunciate con emozione e intensità, la Diocesi le conserverà nel cuore e nella mente, nella certezza che, come ricordato, “la sofferenza provata in queste ore è pari all’intensità dell’amore” verso un Pastore che non ha fatto mancare mai il suo sostegno e la rassicurante presenza nelle molteplici problematiche che la Comunità attraversava. Il Vicario Generale, don Roberto Guttoriello, ha così concluso: “Oggi Sessa Aurunca non perde solo un vescovo, ma un punto di riferimento sociale, ecclesiale, istituzionale. Noi accettiamo con obbedienza filiale le disposizioni del Santo Padre. Tuttavia per la nostra Diocesi oggi è un giorno molto triste. Ci disponiamo e affidiamo a quello che il Signore vorrà. Bisogna ribadire che non c’è stato campo sociale dove Vostra Eccellenza non è arrivato, tenendo a cuore laici, sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi. Uno degli ultimi regali che avete voluto donare alla nostra Diocesi è stata la reliquia di San Tommaso: l’Apostolo che ha toccato il costato ferito di Cristo Risorto. Chiediamo a lui di aiutarci in questo nostro venerdì di sofferenza e dolore. Chiediamo di farci intravedere la gioia della Pasqua di Resurrezione. Siamo uomini di fede oltre ad essere uomini che sentono tutta la tristezza di questa situazione. Avremo modo di salutarci ufficialmente per poter raccogliere attestazioni, invocazioni, saluti, preghiere di tutti. Siamo convinti che non ci dimenticherete perché nove anni della vostra vita sono stati per voi e per noi un periodo di reciproca maturazione. Viterbo oggi è felice e fiera di poter accogliere una persona illuminata, dal cuore ancor più dilatato nell’amore di Cristo. Noi perdiamo una persona importante, un vero padre ed amico: sia fatta la volontà di Dio. Grazie Eccellenza e che il Signore vi benedica anche attraverso la nostra preghiera”.

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