Attualità Santa Maria Capua Vetere

Le torture in carcere fanno litigare Letta e Salvini. "La ministra chiarisca in aula"

Il segretario Dem parla di "abusi intollerabili" mentre il leader del Carroccio difende "le divise". E il sindacato chiede a Cartabia un protocollo per le regole di ingaggio

Le torture all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere del 6 aprile del 2020 animano anche il dibattito politico nazionale. 

Il Pd chiede alla ministra della Giustizia Marta Cartabia di riferire in Parlamento sulle violenze degli agenti penitenziari: "Abusi intollerabili", dice il segretario Enrico Letta, a proposito delle immagini dei pestaggi avvenuti il giorno dopo una protesta dei detenuti dopo il primo caso di Covid nella Casa Circondariale e per i quali sono indagate 117 guardie carcerarie (con 52 misure cautelari spiccate dal gip Enea). Matteo Salvini, da parte sua, annuncia che domani sarà a Santa Maria Capua Vetere per "portare solidarietà agli agenti. La Lega sarà sempre con le forze dell'ordine. Ma chi sbaglia paga", conclude il leader del Carroccio.

"Un'offesa e un oltraggio alla dignita' della persona dei detenuti e anche a quella divisa che ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria deve portare con onore, per il difficile, fondamentale e delicato compito che è chiamato a svolgere". Lo ha dichiarato la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, a seguito dei video pubblicati su episodi di violenza avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Intanto stamattina all'esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere c'è stato un presidio del sindacato Uspp. "Quanto accaduto il 6 aprile 2020 al carcere di Santa Maria Capua Vetere è la conseguenza delle rivolte dei detenuti verificatesi nei giorni precedenti, quando i reclusi si sono barricati nell'area detentiva del carcere oscurando telecamere e provocando danni - dice il presidente nazionale Giuseppe Moretti, presente con il suo vice Francesco Laura ed il segretario campano Ciro Auricchio - Ci sono stati sicuramente sbagli tra i poliziotti della penitenziaria che hanno effettuato la perquisizione, e chi ha sbagliato deve pagare, ma non possiamo accettare questa gogna mediatica". 

"I poliziotti coinvolti vanno giudicati nei tribunali, non sui media - continua Moretti - perché ciò porta alla delegittimazione del Corpo, creando problemi in tutte le carceri". Moretti si rivolge poi al Ministro Cartabia: "ora più che mai - dice - è necessario un protocollo unico sulle regole di ingaggio da parte dei poliziotti penitenziari". 

Intanto, nel dibattito interviene anche il coordinamento provinciale di Azione che "condanna fermamente i gravi episodi di pestaggio e di violenze che si sono verificati nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, emersi in queste ore dopo l'azione della magistratura". Per la coordinatrice provinciale di Azione Teresa Ucciero, "tocca alla magistratura far luce in maniera celere su questi gravi episodi, che con le immagini pubblicate in queste ore, gettano ombre su chi si dedica con dedizione e professionalità a servire lo Stato. Si richiede un Commissione di inchiesta parlamentare, per ispezionare le terribili condizioni delle carceri italiane ed in special modo quelle del nostro territorio dove i disservizi gravano in maniera evidente sui detenuti e sul personale della Polizia Penitenziaria. Condizioni esacerbate dalla pandemia di Covid 19 che ha reso ancora più invivibili le nostre carceri, bisogna lavorare affinchè lo Stato possa intervenire per restituire a questi luoghi la loro funzione di recupero e rieducazione dei detenuti".

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