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Telecamere in chiesa dopo il clamoroso furto del pavimento. "Potrebbero colpire di nuovo"

Stanziati fondi per la videosorveglianza anche di Palazzo Rebursa

“Santa Chiara, ropp’arrubbata, facetter ‘e porte ‘e fierro”. Il vecchio detto napoletano non si smentisce mai. E così la giunta comunale di Aversa, guidata dal sindaco Alfonso Golia, ha deliberato la dotazione di impianti di videosorveglianza con centraline collegate a pattuglie pronte ad intervenire al manifestarsi di tentativi di effrazione per la durata di un anno per palazzo Rebursa e per la Chiesa dello Spirito Santo.

Restauro finito: ora non c'è nessuno che controlla

La delibera, con la quale sono stanziati 5.760 euro per gli impianti, è stata adottata in giunta venerdì scorso ovvero qualche giorno dopo la (triste) scoperta del furto del pavimento maiolicato del settecento prodotto dai Massa (gli stessi del chiostro di Santa Chiara). I lavori per il restauro della chiesa sono terminati lo scorso mese di febbraio con una spesa di un milione e trecentomila euro. L’amministrazione, finito il restauro, non ha affidato il monumento, destinato ad una fondazione musicale con progetto da fondi europei, né provveduto alla messa in sicurezza. Almeno fino ad ora.

"Non era immaginabile il furto di un pavimento"

“Purtroppo viviamo in un territorio complesso”, ha esordito il sindaco Alfonso Golia interpellato sull’argomento. “Onestamente non era immaginabile che un pavimento potesse essere rubato. Nello specifico aspettavamo il collaudo dell’opera per poter avere il pieno possesso in termini di utilizzo dello stesso di competenza della parte politica”. E sull’adozione della delibera di giunta: “Abbiamo preso delle precauzioni drastiche, cosa che rappresenta un fallimento in termini di civiltà e rispetto dei beni comuni ma necessaria”. “Riteniamo – ha incalzato il primo cittadino - che possa essere solo il primo furto e che i malviventi possano ritornare”.

I carabinieri acquisiscono immagini della videosorveglianza

Intanto continuano le indagini condotte dai Carabinieri di Aversa che hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine (non presenti in piazza Cirillo ma in strade limitrofi) e di alcuni privati. “Auspichiamo – ha chiosato il sindaco Golia - naturalmente che presto le indagini possano concludersi positivamente”.

Occhi elettronici anche a Palazzo Rebursa

Gli allarmi saranno installati anche al palazzo Rebursa ovvero l’ex liceo artistico di piazza don Diana. Anche in questo caso la struttura, benchè completata, è ancora prova di destinazione ed utilizzo. Tra marzo ed aprile scorsi più volte l’opera è stata presa di mira da giovanissimi che hanno forzato la porta di ingresso facendo dalla balconata della struttura foto e video «autocelebrativi» subito finiti sui social. Al di là delle immagini social ciò che è rimasto sono i danni (con porte e finestre danneggiate anche se in parte sostituite) e scritte sui muri. (f.p.)

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