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Sedie e tavolini, la Soprintendenza fa ostruzionismo ma i giudici danno ragione al bar

Quarto ricorso vinto dalla Caffetteria Benefico: "Chiederemo i danni per questi due anni di attesa"

Il bar Benefico di Caserta

Quattro ricorsi, tutti vinti, per farsi autorizzare l'installazione di sedie e tavolini per una superficie di 4 metri superiore rispetto a quella validata dalla Soprintendenza. 

Inizia ad assumere contorni paradossali la vicenda del bar Benefico che continua a vedersi negare l'autorizzazione dalla Soprintendenza per l'installazione di sedie e tavolini. L'ultimo round, andato in scena dinanzi ai giudici amministrativi, ha visto ancora una volta (la quarta) l'organo di controllo paesaggistico soccombere. I giudici hanno accolto l’istanza cautelare formulata dall’avvocato amministrativista Paolo Centore con il ricorso proposto avverso il provvedimento con cui la Soprintendenza aveva denegato l’estensione dell’autorizzazione alla installazione di arredi urbani da un’area di 6 metri quadri a 10 metri quadri.

Il TAR Campania, con la precedente ordinanza n°81/2019 del 16/01/2019, aveva accolto la precedente istanza cautelare con cui l’avvocato Paolo Centore aveva impugnato l’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza alla Caffetteria Benefico nella parte in cui immotivatamente aveva ristretto a soli 6 mq l’area su cui collocare gli arredi: il Giudice Amministrativo aveva ordinato alla Soprintendenza quindi di riesaminare il proprio provvedimento e, alla luce dell’inottemperanza dell’amministrazione, con successiva ordinanza n°2297/2019 lo stesso TAR Campania aveva nominato il Soprintendente di Napoli quale Commissario ad acta.

Prima che il commissario ad acta si insediasse, però, la Soprintendenza aveva ribadito il proprio rifiuto sostenendo che i 4 metri in più si estendessero al piano stradale di Piazza Duomo e non al solo marciapiedi.

Di qui l’ulteriore ricorso al TAR Campania e l’ulteriore accoglimento dell’istanza cautelare formulata dall’avvocato Centore. I giudici Amministrativi partenopei hanno condiviso la tesi dell’avvocato amministrativista, sospendendo il provvedimento della Soprintendenza e ordinando alla stessa di rideterminarsi entro 15 giorni accertando se lo spazio insista sul piano stradale di Piazza Duomo o sul marciapiedi. Decorso inutilmente tale termine si insedierà il commissario ad acta già nominato.

"E’ trascorso quasi un anno da quando il mio cliente è stato costretto a proporre ben quattro ricorsi, tutti accolti dal TAR Campania, per arrivare ad un’ennesima ordinanza cautelare che ordina alla Soprintendenza di accertare se i 4 metri quadrati immotivatamente non autorizzati per installare arredi urbani rientrino o meno sul marciapiedi di Piazza Duomo - ha dichiarato l'avvocato Paolo Centore - Laddove il ricorso dovesse essere accolto sarà possibile quantificare il danno occorso alla società da me assistita, alla quale sarà stata impedita l’installazione di elementi di arredo urbano per un periodo di tempo di quasi due anni".

L’eventuale azione risarcitoria da provvedimento amministrativo illegittimo sarà formulata con separato giudizio dinanzi al TAR Campania nei confronti della Soprintendenza, che, laddove accolta la tesi risarcitoria, potrebbe  essere esposta a valutazioni di carattere erariale.

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