Attualità Calvi Risorta

Relazioni contabili in ritardo, il Tar annulla i bilanci del Comune

Accolto il ricorso del consigliere Marrocco. Orizzonte Comune: "Maggioranza superficiale"

Il sindaco Giovanni Lombardi

Il Tar della Campania annulla i bilanci approvati dal consiglio comunale di Calvi Risorta. E' quanto ha deciso la prima sezione del tribunale amministrativo napoletano (presidente Salvatore Veneziano) che ha accolto il ricorso presentato dal consigliere comunale Giovanni Marrocco

Secondo quanto sostenuto dall'esponente dell'assise civica, il Comune avrebbe violato la Costituzione non mettendo a disposizione dei consiglieri comunali le relazioni degli organi revisori nei tempi previsti (20 giorni per il rendiconto di gestione e 10 giorni per il bilancio di previsione). Atti che sono stati consegnati materialmente solo il giorno prima della seduta del consiglio comunale. Per questo gli atti finanziari sono stati tutti annullati. 

"Purtroppo, questa pronuncia, scontata per chi mastica di amministrazione pubblica, bolla la testardaggine della maggioranza calena che ha mantenuto il punto su comportamenti illegittimi e per di più antidemocratici, rendendo inevitabile l’intervento del giudice - commentano dall'opposizione - Il gruppo Orizzonte Comune non può condividere il comportamento di questa maggioranza, che ha messo a rischio con superficialità la correttezza dei bilanci e tutta l’amministrazione calena. Adesso bisognerà riapprovare tutto, come ordinato dal Giudice, con gravi ripercussioni sui tempi e sulla certezza della gestione. Così non va proprio bene. Bisognava essere più responsabile e aperti al confronto. Sorprende anche che la partecipazione e il coinvolgimento dei consiglieri, che sta alla base della democrazia comunale, siano ritenuti un peso e non una grande opportunità in questo periodo così difficile. Il consigliere Marrocco ha infatti fatto il suo dovere, evidenziando una mancanza grave, quella degli atti consiliari necessari all’esame in aula; bastava riaprire i termini e accogliere le richieste legittime e opportune di un rappresentante del popolo, perché tutto andasse secondo le regole. Invece si è tenuto un comportamento illegittimo e alquanto arrogante, andando avanti come nulla fosse ed etichettando un consigliere che fa il suo dovere come colui che ha sempre da ridire e rovina le feste. A volte bisognerebbe ricordarsi di essere nelle istituzioni e non altrove... Fatto sta che fortunatamente ci sono delle regole democratiche alle quali Calvi non può sottrarsi, che tutelano i cittadini e gli interessi pubblici. Adesso che la frittata è fatta, la maggioranza Lombardi dovrà riflettere su questa spiacevole quanto evitabile pagina, prendendo atto dei propri errori e rimediando (ce lo auguriamo) con i comportamenti futuri. Infatti ci aspettiamo per il futuro un atteggiamento ben diverso dalle parole piccate che già hanno fatto seguito alla sentenza, un atteggiamento più maturo e più attento alle istanze di tutti i consiglieri, più aperto al confronto sulle scelte e le attività pubbliche. Il paese non può infatti essere ostaggio di antipatie personali, ma ha assoluto bisogno di buona amministrazione e obiettivi comuni", concludono.

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