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Mercato ortofrutticolo chiuso, rabbia e disperazione: "Sciopero della fame ad oltranza"

Un operatore con sua moglie hanno occupato la sala consiliare: "Vogliamo la riapertura"

La rabbia, la disperazione, la mancanza di risposte e di date certe. Non c'è una certezza nel futuro degli operatori del mercato ortofrutticolo che dopo ben 133 giorni di chiusura dell'area dopo il blitz dell'Asl non sanno ancora quando potranno ritornare a lavorare. Oltre 4 mesi di attese, proteste e manifestazioni. Ma della riapertura nemmeno l'ombra. E quindi un operatore, Mimmo Margherita, stamattina ha deciso di protestare in maniera ancora più 'civile' cercando però di lasciare un messaggio importante anche alle istituzioni: "Avvio uno sciopero della fame ad oltranza", ha detto l'operatore a causa della "prolungata chiusura del mercato ortofrutticolo della città di Aversa". 

L'occupazione della sala consiliare, la protesta fuori al Municipio e la minaccia di un operatore di darsi fuoco all'interno del mercato non hanno portato ai risultati sperati. In realtà nemmeno ad una accelerazione delle operazioni e quindi ora ecco questa ennesima forma di protesta. L'operatore Margherita ha anche informato le forze dell'ordine che "in questi minuti ho dato inizio, insieme a mia moglie, nella sala consiliare del Comune di Aversa, ad una pacata forma di 'protesta civile' consistente in uno 'sciopero della fame ad oltranza' causato dalla prolungata chiusura del mercato ortofrutticolo. Tale necessaria protesta, si precisa, che è finalizzata ad ottenere una tempestiva riapertura in modo da consentire a tutti gli operatori, con una pronta ripresa delle attività lavorative, il ritorno ad una dignitosa "sopravvivenza", garantita loro dal frutto del proprio lavoro".

Margherita e la moglie "ringraziano anticipatamente la città di Aversa per la comprensione che verrà manifestata a causa dei disagi procurati".

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