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I rifiuti nel Trimoletto finiscono in mare

I rifiuti nel Trimoletto finiscono in mare

Fiume di rifiuti in mare: indagini per risalire allo sversamento | VIDEO

Melma, plastica e residui di potatura dal Trimoletto alla costa. Bagnanti inferociti

Rifiuti in mare a Baia Felice nel Comune di Cellole. È successo nella prima mattinata sul tratto di spiaggia in prossimità della Foce del Canale Trimoletto. Un enorme gettito d'acqua ha trascinato con sé rifiuti di ogni genere che si sono riversati sulle spiagge creando il panico tra i 'bagnanti'.

Un fuggi fuggi generale dalle acque marine invase di melma, plastica, scarti di potatura ed altri rifiuti di vario genere. Numerose le segnalazioni degli inferociti utenti della spiaggia alla locale stazione dei carabinieri ed alla Guardia Costiera di Mondragone. Poiché il Canale Trimoletto è gestito dal Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, l'ingegnere Felice Di Giovanni ha precisato l'estraneità dell'ente consortile dall'esondazione di rifiuti.

"È vero che il Consorzio sta erogando il servizio di irrigazione ma ad oggi viene servita solo metà del comprensorio fino all' intersezione del canale con la strada statale Appia in località Casamare - ha spiegato Di Giovanni - il canale irriguo scarica l'esubero nel Rio Travata che a sua volta sfocia nel fiume Garigliano oltre a 12 chilometri dalla Foce del Trimoletto dove si è verificata l'esondazione mattutina e già questo servirebbe a spiegare che di certo quel canale non è utilizzato come valvola di scarico delle acque di esubero. Il restante tratto del canale che dall'Appia conduce a Cellole è asciutto per cui è impossibile una responsabilità diretta del Consorzio".

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Nel frattempo sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine per appurare l'origine dello sversamento. "Richiesto l'intervento del Commissario Regionale cha ha tutela legale dell'ente non escludiamo di sporgere denuncia e di costituirci parte civile in un eventuale procedimento penale - afferma Di Giovanni - ci sentiamo danneggiati al pari degli operatori turistico-balneari che operano in quell'area. Stiamo accettando con i nostri tecnici l'origine della corrente anomale che ha sparso liquami e detriti in mare e sulle spiagge. Forse qualcuno non autorizzato a compiere manovre corrette o scarichi  autorizzati nei canali consortili? Prima che si punti il dito, occorre verificare l'origine".

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