La Reggia sceglie "l'ibrido": via il logo, ma resta il brand

La nuova veste grafica senza il monogramma fa storcere di nuovo il naso ai casertani. Restano i dubbi sull'assegnazione: "Abbiamo il dovere di essere tutti ancor più vigili"

L'immagine del brand Reggia di Caserta

Due passi avanti e mezzo indietro. La Reggia di Caserta sceglie l'ibrido: via il "logo della discordia", il monogramma "RC", ma resta l'impianto grafico elabroato da Sigla per il brand Reggia di Caserta, tra apparati disascalici e la comunicazione istituzionale. 

Così stamattina i casertani, andati a dormire con la revoca del monogramma, si sono svegliati con un nuovo simbolo, la scritta "Reggia di Caserta" in blu su fondo oro, che richiama i colori borbonici. Una scelta che ha fatto storcere (di nuovo) il naso a molti che hanno chiesto: "Ma davvero fate?". Una domanda ricorrente tra i 432 commenti su Facebook alla nuova veste "social" del plesso vanvitelliano.

La direzione, nella giornata di ieri, aveva sottolineato come il brand scelto resti "Reggia di Caserta" - "perchè tale identità è radicata nella sua città ed affinché anche il territorio possa essere trainato dalla internazionalità del Museo", si legge nella nota di Palazzo Reale. Brand che era stato dotato di un monogramma ritirato "solo in ragione della similitudine ad altri già esistenti", Ricco Colinares su tutti. Ma sul brand, "Reggia di Caserta", la direttrice Tiziana Maffei non retrocede di un centimetro: "resta convinta della validità del nome quale segno distintivo". 

Il contratto stipulato con Sigla, stando alla nota sempre di Palazzo Reale, prevedeva una serie di attività di cui il logo rappresentava una "parte infinitesimale" che quindi restano in vigore. In sostanza, scompare solo il monogramma, nonostante le tante ombre e poche luci sulla procedura di affidamento del progetto da 37mila 500 euro: con l'assegnazione diretta ad una ditta "di fiducia" di una dirigente (Renata Casarin) con cui già aveva lavorato al palazzo ducale di Mantova; con la presentazione di un preventivo sopra la soglia massima da parte dell'unica concorrente "invitata" che ha presentato un'offerta (Graffiti di Riva del Garda), con una partnership commerciale, risalente al 2015, tra la Graffiti e la Spinnvest il cui fondatore è lo stesso Tiziano Prati, Ceo dell'aggiudicataria Sigla, che ha presentato la nuova identità visiva del plesso vanvitelliano in video collegamento. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il Club Unesco Caserta, presieduto da Jolanda Capriglione, che in una nota sottolinea: "Il cosiddetto ‘logo’ è stato ritirato, ma resta il problema: quis custodiet custodes? Chi ci spiega come e perché sia potuto accadere un simile ‘pasticciaccio’? Ora abbiamo il dovere di essere tutti ancor più vigili perché questo spettacolino, soprattutto in questo momento storico, è stato non solo indecoroso, ma anche immorale e irrispettoso delle nostre intelligenze".

Questo, ovviamente, al di là dell'esclusione a monte delle aziende casertane: non chiamate in causa per la realizzazione del nuovo brand "Reggia di Caserta", sostanzialmente confermato al netto del monogramma da hotel. A proposito di aziende casertane, ieri c'è stato l'annuncio di prossimi appuntamenti, con cadenza mensile, con il territorio. Si chiameranno "Dialoghi con la Reggia", il primo (virtuale) ci sarà il prossimo 13 maggio. Sarà curioso capire, vista la frattura che si è venuta a creare tra la Reggia, intesa come istituzione sia chiaro, ed il territorio, se il "contentino" lanciato al popolo dal Palazzo basti a sanare la ferita. Insomma, vedere se Caserta sia disposta ad entrare o meno nella sua Reggia dalla porta di servizio. Chi vivrà, vedrà. Intanto Viva il Re (e la Regina).  

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