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Lunedì, 15 Agosto 2022
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I dipendenti della Reggia sono stressati: "Atteggiamenti vessatori contro la nostra dignità"

Nervi sempre più tesi tra la direttrice Maffei ed i sindacati che denunciano anche "la gestione allegra delle risorse finanziarie"

Rapporti sempre più tesi tra la direzione della Reggia di Caserta, al cui vertice c'è Tiziana Maffei, ed i suoi dipendenti che sarebbero costretti a subire un "persistente atteggiamento discriminatorio, vessatorio, mortificatorio del loro status e della loro dignità" che avrebbe provocato "un livello di stress abbastanza alto".

E' quanto messo nero su bianco dalle rappresentanze sindacali interne della Uil Pa e della Confsal Unsa al termine di un'assemblea con i lavoratori a cui hanno partecipato anche il coordinatore nazionale della Confsal Unsa Beni Culturali, Giuseppe Urbino, e il segretario generale territoriale della Uil Pa di Caserta, Carlo Iavarone. Nel corso dell’assemblea i rappresentanti sindacali ed il personale hanno evidenziato "tutta una serie di problematiche persistenti e pendenti per la risoluzione delle quali ritengono di non aver trovato né di trovare un’adeguata interlocuzione con l’attuale dirigenza della Reggia - si legge in una nota - In generale, i rappresentanti sindacali ed il personale hanno evidenziato un forte malumore per il costante, persistente atteggiamento discriminatorio, vessatorio, mortificatorio del loro status e della loro dignità che contraddistingue la gestione posta in essere nei loro confronti".

Tra le criticità lamentate dai lavoratori ci sarebbe "la forte “allergia” dell’attuale dirigenza per la mediazione sindacale, ovvero, per una mediazione sindacale non “compiacente” o “cortigiana”, realizzata attraverso un trattamento non paritario e rispettoso del ruolo istituzionale dei rappresentanti sindacali, un’osservanza meramente formale del sistema di relazioni sindacali di cui si tenta di gestire unilateralmente i contenuti convenuti, un ricorso a forme “plebiscitarie” di interlocuzione con il personale".

E ancora problemi riguardo l'organizzazione del lavoro che, a detta dei sindacati, sarebbe "basata su di un sistema “preferenziale” e “premiale” - proseguono - che per lo più esclude la gran parte del personale dipendente sia degli uffici che del settore accoglienza e vigilanza, ritenuto per lo più del tutto “incompetente” e comunque non duttilmente impiegabile anche a causa di uno status che contempla troppi limiti normativi". E ancora. Ci sarebbe poi l'impiego del personale Ales "non in supporto e in modo non coordinato con il personale dipendente" oltre ad "una persistente e dispettosa e dannosa non considerazione delle diverse professionalità interne pur esistenti nell’organico del personale dipendente del Mic in servizio presso la Reggia di Caserta a tutto vantaggio di personale esterno (consulenti, avvocati, esperti)".

I sindacati, inoltre, denunciano anche lo sperpero di denaro per "una “allegra” gestione di alcune risorse finanziarie che sarebbero distratte dal loro espresso vincolo programmatico di destinazione" ed "una scarsa attenzione alle attività di prevenzione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro".

I segretari intervenuti hanno preso atto del "malessere espresso dai rappresentanti e soprattutto dal personale della Reggia di Caserta intervenuto nella suddetta assemblea, rilevando anche un livello di stress abbastanza alto, riservandosi di interessare sulle problematiche evidenziate i competenti organi centrali del Ministero della Cultura".

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