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'Basta morti sul lavoro', sit-in davanti alla prefettura | FOTO

Lavoratori in protesta insieme ai sindacati: chiesto un incontro al prefetto

"I cinque operai morti nel cantiere a Firenze hanno posto, ancora una volta, al centro dell’interesse nazionale la questione sulla sicurezza sul posto di lavoro, tema che i Sindacati da tempo mettono in prima linea sulle richieste avanzate al Governo". Inizia così una lunga lettera che Sonia Oliviero della CGIL Caserta e Pietro Pettrone della Uil Caserta hanno inviato al Prefetto di Caserta.

"Il ‘Patto per la salute e per la sicurezza sul lavoro’, firmato già anni fa, aveva definito con chiarezza gli obbiettivi, gli interventi e le misure di tutela da porre in essere in coerenza con la Strategia quinquennale europea, allineandosi al modello comunitario. Ma la piattaforma è stata ignorata continuando ad agire senza il dovuto confronto con chi è nei posti di lavoro".

La tragedia di Firenze e le morti che in appena 50 giorni di questo 2024 sono già 146, "ci danno la dimensione di quanto, davanti a queste tragedie, sia importante che il Governo si impegni seriamente in politiche per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro: un impegno disatteso e un pericolo di infortuni e morti che è aumentato con la liberalizzazione del subappalto, che genera  la corsa al ribasso, con scelte scellerate di imprese che tagliano la propria spesa in termini di sicurezza, sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Il tutto nella logica del profitto e senza responsabilità".

"Come CGIL e UIL siamo in piazza, perché la nostra Provincia ha pagato e sta pagando un prezzo altissimo in termini di infortuni e di morti. Non resteremo a guardare e a contare altre vite spezzate, e per questo Le chiediamo, Sig. Prefetto, di  consegnare al Governo il nostro documento. Una rivendicazione perché il Governo faccia un'assunzione di responsabilità, riveda la liberalizzazione del subappalto, si faccia carico del diritto a vivere delle lavoratrici e dei lavoratori, contro lo sfruttamento, la logica del ribasso, l'assenza di controlli e di responsabilità, la violazione delle norme in termini di salute e sicurezza. Chiediamo tutte le agibilità necessarie per i delegati alla sicurezza, il ripristino della parità di trattamento negli appalti e  le responsabilità dell'impresa committente. Vogliamo l'applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative, con la formazione obbligatoria, prima ancora di accedere nei luoghi di lavoro".

"Questi cambiamenti sono necessari, per rendere i luoghi di lavoro sicuri, per uscire  fuori dal ricatto dei salari bassi e della perdita del lavoro. Chiediamo l'apertura di un confronto vero con il Governo su tutti questi punti e sulla Piattaforma unitaria". 

Sit-in davanti alla prefettura di Caserta

Le dichiarazioni di Sonia Oliviero, Segretaria Generale CGIL Caserta

“La strage quotidiana di vite perse sui luoghi di lavoro è una tragedia che riguarda tutte e tutti, ma parla soprattutto al Governo, che non può limitarsi alla commiserazione, senza un' assunzione di responsabilità rispetto ai tagli fatti in termini di salute e sicurezza, alle mancate politiche attive del lavoro davanti all'insufficienza degli organici di ispettori che si occupano del controllo e della prevenzione sul territorio. Lo stesso sistema del subappalto a cascata, che consente alle imprese di precarizzare lavoro e salari, di non rispettare le norme in termini di salute e sicurezza e di anteporre il profitto alla vita delle lavoratrici e dei lavoratori va rivista, perché di lavoro si può vivere e non morire! Un lavoro sicuro e adeguatamente retribuito, con le necessarie agibilità per i delegati della sicurezza,  il ripristino della parità di trattamento negli appalti pubblici e privati e con l'attribuzione di responsabilità all'impresa committente, sono azioni necessarie, insieme ad un sistema che premi le aziende virtuose e che intervenga, in maniera decisiva, su quelle che non rispettano la normativa. La formazione e la prevenzione devono diventare lo strumento necessario ad evitare queste stragi e tutto ciò deve avvenire a partire dall'applicazione dei CCNL consoni alla mansione svolta e firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Questo Goveno deve aprire un dialogo serio con le organizzazioni sindacali: non c'è bisogno solo delle lacrime e della commiserazione,  bisogna garantire diritti e dignità a chi per vivere ha bisogno di lavorare, a partire dal diritto alla vita e noi siamo qui come CGIL e insieme alla UIL, con lo sciopero e in presidio, perché ogni morte è una tragedia collettiva”.

Le dichiarazioni di Pietro Pettrone della Uil Caserta

"Mai più morti sul lavoro non deve essere uno slogan. Basta parlare di cordoglio – ha dichiarato il Coordinatore Territoriale della UIL di Caserta, Pietro Pettrone - è il momento che il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità.

Il crollo avvenuto, nel cantiere per la costruzione di un supermercato a Firenze, di cui ancora a ore di distanza non è chiara la dimensione, e l’incidente con una ennesima morte avvenuta su un cantiere di Afragola, sono una tragedia insopportabile.

Dobbiamo chiamare queste tragedie con il loro nome, omicidi sul lavoro, perché di questo si tratta e non di fatalità. E per dare risposte più adeguate è da tempo che come UIL abbiamo lanciato la procura speciale, così come succede per le mafie.

Non bastano gli ispettori, serve diffondere una cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, e questo lo possiamo fare insieme sindacati e associazioni datoriali. Inoltre, voglio aggiungere, che anche l’età per certi lavori va cambiata, non si può salire su di un’impalcatura a più di sessant’anni. Le pensioni per alcune tipologie di lavoro vanno riviste. – ha concluso Pettrone - Siamo stanchi di contare i morti sul lavoro, questa strage va fermata e continueremo la nostra battaglia intrapresa da tempo su ‘Zero morti sul lavoro’”.

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