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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Il ministro lancia il modello 'Caserta 2.0': Daspo e fidejussioni solvibili contro gli 'imprenditori criminali'

Sergio Costa in Prefettura: "Il problema Terra dei Fuochi, ormai, riguarda tutta l'Italia. Chi vuole investire nel settore dovrà dare garanzie reali economiche per le bonifiche. E' finita l'epoca di Pantalone: fino ad oggi abbiamo pagato noi cittadini, ma adesso si cambia"

"Oggi sono qua per dire che il modello Caserta ha funzionato e che ora dovete fare uno sforzo maggiore, dobbiamo lanciare il 'Modello Caserta 2.0' perché proprio in questa terra abbiamo dimostrato che i risultati si possono raggiungere". A tracciare il nuovo percorso in materia ambientale è il ministro dell'Ambiente Sergio Costa che, questa mattina, ha partecipato in Prefettura a Caserta alla presentazione del report sul lavoro effettuato per la rimozione degli pneumatici abbandonti in provincia di Terra di Lavoro.

"Ormai non esiste solo una 'Terra dei Fuochi' - ha sottolineato il delegato del governo Conte - perché il problema dei roghi di rifiuti invade tutta Italia, dal Nord fino alla Sicilia, passando, purtroppo, anche per la provincia di Caserta, come ha dimostrato l'ultimo caso dei giorni scorsi a Marcianise (prima della conferenza il ministro è stato anche salutato dal sindaco di Marcianise Antonello Velardi col quale ha dialogato proprio della situazione che si è venuta a creare nella sua città, nda)".

E per risolvere il problema tutti sono in attesa del 'decreto Terre dei Fuochi' ("al plurale" ha sottolineato il ministro "proprio perché non riguarda solo questo territorio") che avrà due linee guida fondamentali: la prevenzione e la repressione. Ma è soprattutto sul primo fronte che si cercherà di intervenire: "In primis chiederemo a chiunque voglia lavorare nel settore ambientale - ha sottolineato Costa - di avere delle fidejussioni solvibilli, cioè garanzie che in caso di problemi come incendi o fallimenti della società, vi siano i soldi per garantire la bonifica dei luoghi. Fino ad oggi ha pagato Pantalone, cioè noi cittadini, ma da adesso si cambia".

Poi ci sarà il Daspo amministrativo "per tutti coloro che non saranno in regola e che non potranno avviare iniziative imprenditoriali". Sui tempi, però, non v'è ancora certezza: "Ci stiamo lavorando, ma fino alla Finanziaria non potremo approvarlo - afferma Costa - confidiamo per Natale o subito dopo".

Il ministro tende una mano anche a Confindustria ed agli 'imprenditori sani': "Dobbiamo collaborare con chi vuole investire per avere un giusto ritorno e sono convinto che se ci mettiamo tutti attorno al tavolo riusciremo a mettere nero su bianco norme e regolamenti che permettano agli imprenditori di lavorare nel migliore dei modi ed alle Istituzioni di controllare l'ambiente ed il territorio". Ed aggiunge: "Non possiamo pensare ad uno stato di polizia continuo nel settore ambientale, noi dobbiamo solo individuare gli imprenditori criminali che non vogliano stare nelle norme". 

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