Sabato, 25 Settembre 2021
Attualità Casal di Principe

Ergastolo ostativo, il magistrato che ha arrestato Zagaria: “Una legge per bloccare i festeggiamenti dei boss”

Catello Maresca: “La Corte Costituzionale lascia ampio margine per un intervento accurato”

"Le motivazioni della pronuncia della Corte Costituzionale sull'ergastolo ostativo lasciano ampio margine al legislatore per un intervento accurato ed efficace sulla nuova relativa disciplina. Quel che emerge subito è che non viene cancellata una delle architravi della normativa antimafia, bisogna solo rimodularla ed elaborare nuovi criteri di valutazione per la concessione della liberazione anticipata. Non basta più la sola scelta di collaborazione, peraltro spesso di natura utilitaristica". Così Catello Maresca, sostituto procuratore generale di Napoli, per anni in forza alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e titolare delle indagini culminate nella cattura del boss latitante dei Casalesi Michele Zagaria, commenta le motivazioni della pronuncia della Corte Costituzionale sull'ergastolo ostativo.

"La 'scelta tragica', come viene definita dagli ermellini,  tra collaborazione e fine pena mai - sostiene Maresca - potrà senza dubbio essere mitigata attraverso correttivi utili a rendere l'intero sistema delle pene per i mafiosi più efficace e coerente. Nessun festeggiamento, quindi, per i mafiosi. Il legislatore dovrà decidere quali ulteriori elementi possono sostituire la collaborazione, fino a ieri unico strumento per accedere alla liberazione condizionale. Fra queste scelte si suggerisce ad esempio 'l'emersione delle specifiche ragioni della mancata collaborazione, ovvero l'introduzione di prescrizioni peculiari che governino il periodo di libertà vigilata del soggetto in questione'. Ma ancor di più secondo me, seri rimedi risarcitori e finalmente il lavoro come dimostrazione reale del ravvedimento. Facciamo lavorare i mafiosi ergastolani anche in attività di pubblica utilità, opportunamente vigilate, come dimostrazione di acquisito senso di restituzione e di impegno. Trent'anni di lavoro regolare ed impegnativo ed anche i mafiosi possono immaginare di accedere a benefici premiali", conclude Maresca.

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