Licenziamenti alla Jabil, i sindacati: "L'azienda va riportata al tavolo del negoziato"

L'appello di Cgil, Cisl e Uil alle istituzioni per far ritirare la decisione presa dalla multinazionale americana: "E' un colpo mortale per il territorio, siamo pronti ad una grande mobilitazione"

Continua ad oltranza la 'guerra' tra sindacati, Jabil ed istituzioni dopo i 190 licenziamenti dallo stabilimento di Marcianise. Le sigle Cgil, Cisl, Uil e le Federazioni dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm di Caserta, in uno con le segreterie regionali confederali e di categoria, respingono con forza la decisione della multinazionale Jabil di licenziare 190 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Marcianise e mettere sul lastrico le loro famiglie. Decisione ritenuta dai sindacati "ancora più grave perché presa in una situazione di grave emergenza sanitaria e in palese violazione delle leggi italiane".

Le organizzazioni sindacali denunciano inoltre, unitamente all’irresponsabilità dell’azienda, anche l’impotenza delle istituzioni, sia nazionale che regionale, di fronte alla superbia della multinazionale americana. "Dopo oltre 70 ore di negoziato infruttuoso tra il 25 e il 26 maggio, il tavolo di confronto convocato immediatamente con la presenza dei ministri e la Regione Campania non c’è stato - sottolineano in una nota i sindacati - e la stessa audizione in Consiglio regionale della Campania si è consumata nel silenzio della politica e nell’irremovibilità dell’azienda. Questa situazione è ormai intollerabile: il licenziamento di 190 lavoratori e la mancanza di chiarezza sul futuro del sito e dei restanti dipendenti è un colpo mortale ad un territorio in grave crisi che presenta tassi altissimi di disoccupazione e a un settore strategico dell’apparato produttivo della provincia di Caserta".

"Questa decisione dell’azienda in una situazione di così grave crisi rischia di avere forti ripercussioni sul versante della coesione sociale: i lavoratori e le organizzazioni sindacali non possono essere lasciati soli", aggiungono i sindacati. Pertanto Cgil, Cisl, Uil e Fim, Fiom, Uilm di Caserta chiedono alle forze politiche, alle istituzioni del territorio e alle deputazioni nazionali e regionali elette in provincia di Caserta "di alzare la voce e far valere con determinazione il loro ruolo e la loro responsabilità di rappresentanza nelle sedi opportune a cominciare dalla richiesta al Governo di dimostrare nei fatti che il divieto di licenziare in piena pandemia non è solo un annuncio ma una decisione che ha intenzione e forza di far rispettare - sottolineano nella nota - Jabil va riportata immediatamente al tavolo del negoziato alla presenza delle istituzioni nazionali e regionali; la decisione di licenziare 190 lavoratori va ritirata e vanno costruite, con il pieno coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e portando, in piena trasparenza eventuali nuove soluzioni utili e finalizzate a progetti seri in direzione di una prospettiva industriale che garantiscano opportunità di lavoro a tutti i 540 lavoratori del sito di Marcianise; una prospettiva che veda la condivisione del Governo, della Regione Campania e del sindacato".

Intanto prosegue lo sciopero ad oltranza affinchè l’azienda ritiri la propria decisione. "Nei prossimi giorni,qualora non dovessero arrivare notizie positive dal lavoro che devono svolgere i Ministeri competenti e continuasse la proterva assenza dell’azienda dai tavoli negoziali, coinvolgeremo l'insieme dei dirigenti delle categorie, per decidere una grande mobilitazione del territorio a difesa dei lavoratori della Jabil e del lavoro e dello sviluppo produttivo e industriale nella provincia di Caserta".

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