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La Reggia punta a valorizzare la Via d'Acqua

Appalto di progettazione per il restauro delle architetture e delle sculture da 529mila euro

E' stato pubblicato il quarto e ultimo bando PNRR della Reggia di Caserta. Indetta la gara per il restauro, il recupero e la valorizzazione della Via d’Acqua del Parco Reale.

Il Museo del Ministero della Cultura, passo dopo passo, chiude un altro cerchio. Dopo la pubblicazione degli avvisi per le sorgenti del Fizzo e l’Acquedotto Carolino, per il nuovo sistema di irrigazione e la rigenerazione dei tappeti erbosi del Parco Reale, per la tutela e salvaguardia del Bosco storico e delle strutture architettoniche della Reale Tenuta di San Silvestro, è stata aperta il 10 novembre la nuova procedura. Essa è relativa ai servizi di ingegneria e architettura per la redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica del restauro della compagine architettonica e scultorea della Via d’Acqua e per l’esecuzione delle indagini propedeutiche alla definizione del progetto.

L’intervento è inserito nella Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Componente 3 – Turismo e Cultura 4.0, Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale religioso e rurale”, Investimento 2.3 “Programmi per valorizzare l’identità dei luoghi: parchi e giardini storici”, che ha destinato alla Reggia di Caserta venticinque milioni di euro per “Interventi di restauro e valorizzazione del complesso del Parco della Reggia di Caserta”. L’importo totale dell’appalto di progettazione è di 529.785,63 euro.

La progettazione ha come oggetto diversi interventi tra loro strettamente collegati: il restauro degli apparati scultorei e architettonici della Via d’Acqua (le fontane di Venere e Adone, di Cerere, di Eolo e dei Delfini con le gallerie della fontana dei Delfini e della fontana di Eolo); il riadeguamento funzionale dei meccanismi di alimentazione delle fontane e dei giochi d’acqua; il rifacimento delle pavimentazioni dei percorsi laterali che perimetrano i bacini; il restauro del Torrione e dei muri di contenimento dei due percorsi di risalita; il ripristino del sistema d'illuminazione. Finalmente si potrà garantire così anche la fruibilità in sicurezza dei percorsi che dalla fontana di Diana e Atteone conducono al Torrione, nonché rendere accessibili le gallerie delle fontane di Eolo e dei Delfini.

Come per gli altri tre interventi, la conoscenza è alla base di tutte le attività. E' prioritario, infatti, indagare lo stato di conservazione degli elementi scultorei e architettonici anche in relazione ai restauri che si sono succeduti nel tempo dotando, quindi, la Reggia di Caserta di uno specifico strumento di gestione programmata.  

Il progetto di Luigi Vanvitelli per il Parco reale è contenuto nella Dichiarazione dei disegni. L'architetto aveva studiato i progetti dei colleghi olandesi, tedeschi e francesi e ben conosceva i parchi e i giardini di Versailles, Fontainebleau e delle Tuileries. Pensò dunque a un viale, la Via d’Acqua, fiancheggiato da alberature, con vaste praterie circondate da boschetti, parterres e piante di varie essenze. Le acque dell’Acquedotto Carolino avrebbero, poi, alimentato tutte le fontane. Alla morte del grande maestro, la sistemazione del Parco e la realizzazione delle fontane centrali avvennero sotto la direzione di suo figlio. Carlo Vanvitelli, pur semplificandolo, conservò il progetto del padre che già aveva tracciato viali, scavato bacini, piantato file di alberi e delineato l’aspetto dei giardini. La colossale cascata, però, richiedeva spese sempre più ingenti. L'erede del maestro fu costretto a limitare l'estensione del Parco. Le fontane da diciannove furono ridotte a cinque.

L'appalto è stato definito con Invitalia, in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro, l'Unità di Missione per l'attuazione del PNRR e con il Servizio VIII del Segretariato generale del MiC. Le offerte possono essere presentate tramite il portale Ingate fino alle ore 17 del 12 dicembre 2023.

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