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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Degrado ed emarginazione nelle case popolari: interrogazione al sindaco

Cinque consiglieri chiedono interventi per garantire una migliore "qualità della vita" ai residenti

Perdite nelle case, caldaie e vetri rotti, infissi da sostituire, muffa. Sono alcune delle problematiche delle abitazioni di edilizia pubblica a Caserta, le cosiddette case popolari, segnalate in una interrogazione urgente rivolta al sindaco Carlo Marino ed all'Agenzia Campana Edilizia Abitativa (Acer) sulla situazione in cui versano alcuni quartieri popolari di Caserta. 

L'interrogazione

Con il documento - presentato dai consiglieri Donato Aspromonte, Fabio Schiavo, Alessio Dello Stritto, Maurizio Del Rosso ed Elio Di Caprio - i consiglieri chiedono delucidazioni sulla composizione del nucleo di valutazione per le assegnazioni, sui criteri adottati, ma anche sulle abitazioni non assegnate e sui criteri di riassegnazione in caso di decesso del precedente assegnatario. Insomma, un'interrogazione a tutto tondo per fare chiarezza su situazioni di disagio o di illegalità, come il caso delle occupazioni abusive.

Lo sgombero

L'ultimo episodio ha visto il suo "epilogo" nella giornata di martedì quando è stata data esecuzione ad un provvedimento di sgombero di un alloggio illecitamente occupato al rione Cappiello. Un epilogo a tempo, visto che poche ore dopo l'appartamento è stato nuovamente occupato. 

Degrado ed emarginazione: "Garantire qualità della vita"

Comunque sia, nell'interrogazione viene posto l'accento su situazioni di emarginazione e scarsa vivibilità anche negli spazi comuni, dalla scarsa manutenzione alle poche opportunità sociali, se si esclude l'opera svolta da poche realtà sportive, associative e religiose. Nei rioni, scrivono i consiglieri, "si registrano situazioni di degrado estremo, ma che il più delle volte non possono offrire risposte concrete perché il ritornello è sempre quello… "la responsabilità non è più del Comune ma dell’Erp di competenza regionale".

I consiglieri, nell'interrogazione, ricordano al sindaco ed all'assessore al ramo che "rispondono della qualità della vita" e quindi che nelle case popolari "non dovrebbero significare in una città come Caserta, emarginazione, esclusione, abbandono e solitudine", concludono.

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